1992: Tangentopoli si fa serie

Sono andati in onda ieri sera su Sky Atlantic HD e Sky Cinema HD i primi due episodi della serie tutta italiana 1992.

Presentata al festival internazionale di Berlino, pensata da Stafano Accorsi e diretta da Giuseppe Gagliardi, la serie, ambientata principalmente nella Milano del 1992, racconta i fatti che hanno portato a Tangentopoli e che hanno messo fine alla Prima Repubblica attraverso i punti di vista di sei diversi personaggi frutto di immaginazione le cui storie si intrecciano tra loro e con quelle di persone e società dell’epoca realmente esistiti.

I personaggi

I personaggi di fantasia agiscono in parallelo a quelli reali, il che permette agli autori di muoversi con un certo margine di libertà e di raccontare storie e fatti romanzando il romanzabile pur rimanendo con un ancora legati alla realtà.
I sei protagonisti sono da subito ben caratterizzati e vanno a rappresentare ognuno quel prototipo di persona che nei nostri ricordi e nel nostro immaginario leghiamo alla politica, alla società e alla cultura di quegli anni. Anni che misero fine ad un’epoca e che ne fecero iniziare un’altra solo apparentemente lontana.

Troviamo così Leonardo Notte (Stefano Accorsi), rampante pubblicitario di Publitalia ed esperto di marketing; Veronica Castello (Miriam Leone), showgirl disposta a tutto pur di sfondare in tv; Luca Pastore (Domenico Diele), poliziotto del pool di Mani pulite ed in cerca di vendetta; Bibi Mainaghi (Tea Falco), figlia di un imprenditore milanese colluso con la politica; Pietro Bosco (Guido Caprino), ex militare rientrato dall’Iraq, che inizia per caso a militare nella nascente Lega Nord; Rocco Venturi (Alessandro Roja), poliziotto del pool che sembra nascondere una sua storia.

Accanto a loro troviamo però interpretate e raccontate anche persone e società vere come Antonio Di Pietro, Marcello Dell’Utri e la Publitalia, in un mix perfetto per narrare in modo efficace quello che accadde nel fatidico 1992.

Il clima

1992 riesce a creare perfettamente il clima di inizio anni ’90. Lo fa con ottimi costumi, inserendo spesso nelle scene in cui si muovono i protagonisti spezzoni di programmi tv (Non è la Rai, Buona Domenica, Domenica In, telegiornali), giornali, manifesti elettorali e musica rigorosamente dell’epoca.

Perché vederlo

La serie è, per ora, davvero ben fatta anche se alcune interpretazioni potevano essere migliori.
Ha il pregio di creare personaggi ambigui, caratterizzanti, a volte meschini e che non vanno a suscitare quella simpatia fuori luogo, provata ad esempio per alcuni protagonisti di serie come Romanzo Criminale e in particolare per il Freddo.
Ha il pregio di raccontare un altro spaccato oscuro e bollente della nostra storia andando a continuare, in parte e in modo diverso, quanto iniziato dalle altre due serie italiane e di storia italiana di Sky: Romanzo Criminale e Gomorra.
Ha il pregio di evidenziare, con i molteplici rimandi a Silvio Berlusconi, il fatto che con Tangentopoli una cesura ci fu, ma che tale cesura non fu così netta come si volle far credere.
Ha il pregio di far interessare un po’ tutti ad una vicenda nostrana (scommetto che in molti ieri sera sono andati a cercare Tangentopoli su Google dopo aver visto 1992).

E quindi? Quindi non vi resta che mettervi davanti alla tv, se avete Sky, e seguire questa nuova ed interessante serie.1992 non è House of Cards, ma non pretende nemmeno esserlo.

Elisabetta Graziani

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