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Al Referendum vince il No: Renzi si dimette

Al Referendum vince il No: l presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato stanotte le sue dimissioni. Il presidente lo aveva annunciato dopo aver deciso la data del Referendum e stanotte, dopo la vittoria del No, ha rassegnato le dimissioni.

La conseguenza più scontata del risultato elettorale, 40.9% dei Sì contro il 59.2 % del No, con un’affluenza alle urne che sfiora il 70%, è che la Costituzione non cambierà, non subirà i mutamenti proposti dalla riforma.

Ovviamente le conseguenze saranno anche politiche; del resto, sia i proponenti che gli oppositori hanno personificato la riforma a livello partitico. Il capo dello Stato deciderà quali saranno i prossimi passi, e dopo le dovute consultazioni deciderà se sciogliere le Camere andando al voto anticipato, o nominare un governo tecnico che porti il paese alle elezioni del 2018.

Sta di fatto che, tra poco tempo o in primavera, o tra un anno e mezzo avremo il 64° governo in 70 anni di Repubblica e questo è di certo il risultato più importante: l’Italia non è un Paese stabile, soprattutto dal punto di vista politico.

Forse non era il momento giusto, il periodo di insoddisfazione captato e diventato baluardo dei partiti populisti ha causato ancora più insicurezza in un popolo che non riesce a riconoscersi e, soprattutto a fidarsi della politica. Forse scommettere così politicamente su una riforma è stato come cercare consenso politico evitando le elezioni dirette. Forse gli italiani non saranno mai pronti a mettersi in gioco e a guardare più in là di quello che gridano in tv o scrivono sui social.

E’ ancora presto per capire cosa succederà, aspetteremo e decideremo se amare comunque questo paese o rassegnarsi al fatto che non cambierà mai niente e, da giovane ancora in cerca di un futuro sicuro, è una prospettiva pesante da sopportare.


Roma
IT

Un pensiero riguardo “Al Referendum vince il No: Renzi si dimette

  1. Purtroppo Renzi ha stra-perso!
    Due fattori ne sono, a mio parere, le cause più importanti.
    Il primo è la personalizzazione che Renzi ha voluto dare al referendum all’inizio della campagna e a nulla è valsa la marcia indietro che ha fatto più avanti.
    E’ stato, almeno per tutti i ‘NO’, un voto ‘politico’. Degli oltre trenta milioni di votanti, quanti pensate che abbiano votato ben conoscendo il testo della riforma?
    Sono ottimista, un paio di milioni! Sia nel ‘SI’ che nel ‘NO’.
    Dunque un voto politico per errore dello stesso Renzi.
    Malgrado la incredibile e, per me, insopportabile minoranza del suo partito, in parlamento ha battuto e spesso umiliato le opposizioni.
    L’occasione per una rivalsa era ghiotta e ne hanno approfittato.
    Pensate anche al secondo fattore; per circa 75 anni, tutti, dico tutti, hanno insegnato alla popolazione che la Costituzione ”la più bella del mondo” non si doveva mai toccare. Il popolo, tecnicamente incompetente, ha seguito l’insegnamento.

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