Li riconosciamo i bivi della vita?

Ogni giorno ci ritroviamo a dover scegliere, la nostra vita è una scelta continua: il colore dei capelli, il nome di un figlio o di un animale domestico, le amicizie, i compagni, il colore da indossare o le parole da dire, andare o restare. Ma davanti a scelte più importanti, dove non c’è segnaletica, li riconosciamo i bivi della vita? Sappiamo scegliere?

Scegliere:

“Distinguere e determinare, tra più cose o persone, quella che sia o ci sembri più adatta allo scopo o più conveniente alle circostanze; Prendere, assumere, adoperare dopo aver valutato la convenienza allo scopo e alle circostanze; Prendere la parte migliore da un insieme di cose o da una quantità di materiale, separandola dalla parte meno buona, o più scadente, o inutile.”

Le diverse definizioni sopra riportare sono quelle che il vocabolario italiano fornisce riguardo il termine scegliere. Ma dopo tutto ognuno di noi dà una definizione personale, o meglio una interpretazione diversa alla scelta in questione. Che sia per convenienza o per determinazione ogni nostra decisione deriva da una scelta ben definita o dalla convinzione che abbiamo scelto, ma nel concreto ci siamo solo abbandonati all’ “andamento delle cose”. li sappiamo riconoscere i bivi della vita (2)

Un libro:

Maria Perosino, autrice di Le scelte che non hai fatto, se ne è andata un giorno prima dell’uscita del suo libro (16 Giugno 2014); non si può considerare un testamento, è un racconto che parla di vita, persino di quella mai vissuta. Tra le righe della storia l’autrice cita il fattore 49%: quando prendiamo una decisione, quindi facciamo una scelta tra due o diverse opzioni, solo il 51% di noi è veramente convinto. Tutto dipende dal motore serendipity, ossia trovare qualcosa senza cercarla mentre se ne cerca un’altra. L’illuminazione può arrivare quindi quando meno te lo aspetti: allora ha tutto a che fare con il destino? E l’altro 49% che fine fa? Ci logora o fa finta di essere contento per il 51%?

Ognuno crede in quello che vuole, ha il diritto di farlo. Ma ognuno, purtroppo o per fortuna, è libero di scegliere (o obbligato a farlo?). Forse il trucco è non guardarsi indietro se non per usare il passato come strumento per capire il presente; ma questo è rimasto difficile anche agli uomini potenti del mondo. Forse si dovrebbe tornare, come dice l’autrice citata, nel momento preciso in cui si effettuano determinate scelte per comprenderne a posteriori le conseguenze o meglio le motivazioni. Ma tutto questo è possibile? Guardandoci indietro riaffioreranno rimorsi, rimpianti e sensi di colpa, ricordi che magari non sono i benvenuti.

A quanto pare la soluzione è sempre la stessa: cercare di fare la pace con la propria coscienza e fare delle esperienze passate lezioni di vita. Ovviamente sbagliando, scegliendo in modo errato, ma sempre per noi stessi, mai per accontentare gli altri. Forse così i bivi che la vita ci pone davanti agli occhi saranno più chiari,  facili da riconoscere e si, da scegliere.

Una canzone:

Life for rent, Dido, 2003.

Un film:

 

Francesca
IT

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