Capitolo Bolivia: prima pagina

Scusate, lettori, se vi ho lasciato in sospeso: com’è andata a finire con il Kenya, perché sono dall’altra parte dell’Atlantico ora?

La breve esperienza africana, due mesi appena, si è conclusa a novembre. Sono stata chiamata per un altro lavoro ed è per questo che ora mi trovo a La Paz, altissima città della Bolivia, dove passerò i prossimi 10 mesi.

12662443_10208652689975533_317360655130847003_nIl primo mese è stato troppo convulso per poter raccontarvi qualcosa di sensato. Vi dico, allora, di quello che mi è venuto in mente pensando al poco che conosco della storia boliviana.

Mi è venuto in mente di un popolo che ha mantenuto la sua identità attraverso secoli di dominazione straniera, si è liberato, è arrivato ad eleggere un Presidente, Evo Morales, che fino ad ora è riuscito ad opporsi alle linee di politica economica delle grandi istituzioni finanziarie internazionali.

Mi è venuta in mente la storia di tanti popoli dell’America Latina come questo, che continuano a rivendicare terra, libertà, diritti e giustizia dai loro governi, più o meno golpisti, più o meno liberisti, comunque sempre alleati degli Stati occidentali.

Riflettendo su tutto questo non ho potuto non soffermarmi sulle parole del nostro Calamandrei e riuscire finalmente a trovare una chiave di lettura per quello che mi lega a questo continente.

Contro ogni esproprio illegittimo, per ogni comunità che non ha più una terra, ora e sempre resistenza.

Contro chiunque cerchi di sopprimere e violentare la natura di un essere umano e di una Nazione, ora e sempre resistenza.

Contro chi si arroga il diritto di scegliere la migliore via, il migliore sviluppo per un popolo o una persona, ora e sempre resistenza.

Contro l’esercizio della violenza, sistematico o sporadico, per cambiare corso agli eventi, ora e sempre resistenza.

Per il diritto ad esercitare pensiero critico, ora e sempre resistenza.

Infine, che la mia possa sempre essere resistenza calma, salda, pacifica. Disobbediente, se significa obbedire a me stessa.

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Lo so, Calamandrei non avrebbe interpretato le sue parole così.

Calamandrei disse:

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.


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2 risposte a “Capitolo Bolivia: prima pagina”

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