Riflessioni alla vigilia di una partenza

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Tra un mese e poco più sarò di nuovo in aeroporto: nuovo progetto, nuovo continente, tre mesi via da casa.

Ho imparato a riconoscere l’ordine con il quale si presentano le emozioni nei giorni prima di una nuova partenza.

Il lavoro l’ho scelto, ho sudato per ottenerlo ed è il lavoro che sono nata per fare. Sul campo e con lo zaino in spalla sono pienamente me, centrata in me stessa e nella mia vita.

Ma c’è un momento quando, ascoltando le cicale cantare nel mio giardino inondato dal sole delle due di pomeriggio, vorrei restare. È la prova di sempre, le mie sirene.
Arriverà il giorno in cui la perderò. Cederò alla promessa, ingannevole, di una vita sotto il cielo di luglio, spietatamente azzurro, per sempre intonata dal canto delle cicale e nei capelli il mare di casa, tranquillo, Mediterraneo. Sole in faccia e giallo dei campi: questa è la mia utopia, la parte di ricchezza che spetta anche a me, povera.

Questa è la mia profezia, ed è la promessa che faccio a me stessa: ricorderò le cicale, mi riporteranno da dove sono partita la prima volta, il cerchio sarà chiuso.

14.08.2015 – Riflessioni alla vigilia di una partenza

Immagine di copertina: Wikimedia user TUBS, CC BY-SA 3.0

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/10708666_10206345938108178_7498697571676157063_o.jpg[/author_image] [author_info]Chiara Di Gaetano ha 26 anni e 7 soprannomi. Ha vissuto a Roma, Londra e Lima ma continua ad avere la residenza nei Castelli in Aria. Legge, scopre, viaggia e ficca il naso. Il suo super potere è riuscire a rosicare per le stupidaggini.[/author_info] [/author]