Non siamo Charlie Hebdo

non-siamo-charlie-hebdo

Non siamo tutti Charlie Hebdo, non lo siamo, perché fino a due giorni fa pochi veramente sapevano che giornale è e cosa c’è scritto. Sarebbe opportuno pensare prima di gridare:”Je suis Charlie”.

Nessuno qui è Charlie Hebdo perché in questo paese non c’è libertà di satira, non c’è totale libertà di espressione, non si critica mai una religione, credo o convinzione fino a provocare. Qui si scelgono le scorciatoie, ci si defila, ci si definisce laici, poi ti giri e vedi gente che si sposa in chiesa solo perché “fa più figo” o si va a messa per poi uscire e parlare male della signora due panche più avanti. Qui si attaccano i più deboli, i neri/gialli/arancioni, si attaccano quelli che hanno una strana cosa che ti porta ad amare una persona del tuo stesso sesso, quelli che fuggono da povertà e guerra. Siamo così plateali da pretendere due funerali di un cantante e riempire una piazza per ricordarlo, quando invece si protesta la Camorra/Mafia/Politica si rimane seduti sul proprio divano.


Non siamo Charlie Hebdo perché l’unica cosa che si rafforza ora è che “sti stranieri se ne devono tornà a casa loro”, quando poi scopri che gli attentatori erano parigini, quando poi, se ragioni, comprendi che di certo i terroristi non arrivano con il gommone.


Col cavolo che siamo Charlie Hebdo.
Nous ne sommes pas Charlie Hebdo.

Francesca
IT