Vittime d’Europa: Erasmus e Bruxelles

E’ veramente difficile scrivere in questi giorni. Siamo tempestati dai Media da notizie di ogni genere, ma soprattutto da notizie tragiche. L’incidente in Spagna con conseguenti vittime italiane, studentesse in Erasmus, e il nuovo attacco terroristico a Bruxelles, con vittime ancora indefinite. Vittime  d’Europa, una Europa che nonostante si impegni non riesce a migliorare.

Vittime d’Europa: Erasmus e Bruxelles

Si parla di simboli europei; Erasmus come simbolo delle frontiere aperte ai confini del Vecchio Continente, Bruxelles come fulcro dell’attività economica, politica (?), delle istituzioni europee.
Il caso ha voluto che l’Europa venisse attaccata dritta al cuore proprio a pochi giorni di distanza. Ovviamente in modo diverso, un’incidente e un attacco terroristico, ma le vittime sono sempre vittime. Di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi provenienza sociale, le vittime sono persone che non ci sono più.

Ovviamente il clamore, il dolore, possono essere provati in maniera differente. Ma alla fine dei conti, entrambe le tragedie potevano essere evitate, come tutti gli incidenti, come tutti gli attacchi, come tutti gli eventi brutti della nostra vita.

E quello che ci promettiamo di fare è di andare avanti, perché il mondo continua a girare e non aspetta molto tempo, non aspetta che noi prendiamo coscienza di quello che accade.

Abbiamo parlato spesso di ISIS, di terrorismo, dello sciacallaggio mediatico e politico, di Europa e, spesso, anche del suo fallimento.
Dunque quella di oggi vuole essere una semplice riflessione sul fatto che siamo tutte persone, tutte vittime allo stesso modo. Vittime di una Europa che punta in alto da più di cinquanta anni ma che, in qualche modo, è ancora ancorata ad interessi ottocenteschi.
Non ci saranno quindi Erasmus e Bruxelles, aeroporti, flussi migratori, frontiere aperte o richiuse, a cambiare la realtà. Non ne sono sicura, ma in questo momento non riesco a vedere un futuro roseo per noi, vittime d’Europa, una Europa che poteva essere grande ma che si accontenta e adagia sulle sue insicurezze e inadeguatezze.

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[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/FC-.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 27 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]

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