EuroCaravana, da Ayotzinapa a Roma

Il 29 aprile è arrivata a Roma l’EuroCaravana, composta dai familiari dei 43 studenti desaparecidos della Normal di Ayotzinapa, scomparsi a settembre 2014, e da studenti colleghi, salvi per circostanze fortuite.

L’EuroCaravana, che conta sull’appoggio logistico della piattaforma La Pirata, è partita dall’ambasciata messicana a Roma per poi spostarsi sino all’università La Sapienza, dove ha incontrato gli studenti.

Perché è partita l’EuroCaravana?

A settembre 2014 alcuni studenti della Scuola Rurale Normale di Ayotzinapa, che si recavano a Città del Messico per una manifestazione, dopo aver sequestrato dei camion sono stati fermati ed arrestati dalla polizia municipale, caricati sulle camionette e fatti sparire. Da quel giorno non sono più stati visti. State pensando che questa sospensione dello Stato di diritto vi ricordi qualcosa? Forse avete in mente gli episodi di Genova 2001, alla Diaz e poi a Bolzaneto. Forse. Ma torniamo in Messico.

20150429_160828

Lo Stato messicano in un primo momento tira fuori dei corpi che cerca di convincere i familiari siano i corpi degli studenti. Un’analisi del DNA dei cadaveri dimostra che non è quello il caso (e di chi fossero in realtà non si è mai saputo). Si iniziano a susseguire, quindi, versioni ufficiali che cambiano di giorno in giorno e che mostrano molte lacune, un solo dato rimane stabile: i 43 studenti sono morti.

Qui nasce la reazione dei familiari e dei colleghi degli studenti: “Vivos los llevaron, vivos los queremos” – li hanno presi vivi, li rivogliamo vivi. Nonostante la versione mediatica, a cui l’opinione pubblica crede, sia che la polizia ha scambiato gli studenti per narcotrafficanti, uccidendoli e facendo sparire i corpi, con molta contrizione da parte delle autorità, nessuno dei familiari ci crede. D’altronde questa sparizione fa parte di un quadro molto più ampio, di pratiche sistematiche di violenza contro chi si oppone alla linea di sviluppo economica e sociale voluta dallo Stato.

I desaparecidos in Messico, secondo la Commissione Nazionale dei Diritti Umani, tra 2006 e 2012 sono stati 24.091 (CNN México). Solo nel 2014 sono stati più di 5.000.2015-04-29 17.45.58

Gli studenti delle Scuole Normali fanno parte dei ceti sociali più umili e vengono dalle aree rurali del Messico. Queste scuole, istituite nella seconda decade del ‘900 e sovvenzionate dallo Stato, rappresentano l’unico mezzo di accesso all’istruzione superiore per la popolazione delle aree rurali. Nonostante questo, o forse proprio per questo, lo Stato tenta ogni anno di asfissiarle non rinnovando i fondi. E’ questa la ragione che spinge gli studenti delle Normali a mobilitarsi, ogni anno, perché vengano aperti i bandi per accedere alle borse di studio e perché i fondi vengano stanziati. E’ questa la ragione per cui gli studenti di Ayotzinapa stavano andando a Città del Messico.

Questi stessi studenti sono anche quelli che, in molti casi, organizzano la resistenza delle popolazioni campesine, delle quali fanno parte, contro il tentativo dello Stato di privarle della loro terra per darla in concessione alle imprese di estrazione.

L’EuroCaravana viene organizzata per non sprecare l’occasione che è stata “concessa” dai media occidentali occupandosi del caso. I familiari degli studenti stanno girando l’Europa per raccontarci le violenze sistematiche che un governo apparentemente democratico, e che trova alleati in tutti i governi europei, infligge ai suoi cittadini, per dirci che le loro nuove generazioni stanno crescendo credendo che 5.000 desaparecidos all’anno e i morti agli angoli delle strade siano la norma, per esortarci a non lasciarli soli ed a continuare a fare pressione con loro, anche pensando meglio i nostri consumi.

I ragazzi della Scuola, i loro familiari e le organizzazioni sociali raccolte intorno a loro hanno le idee molto chiare. Il rappresentante di Tlachinollan, l’ONG messicana che accompagna l’EuroCaravana, è altrettanto adamantino: “Non abbiamo bisogno di armi per la nostra rivoluzione, abbiamo solo bisogno di organizzarci, abbiamo solo bisogno che ci strappino via la paura, come hanno fatto già da tempo”.

Per fare pressione al governo messicano potete firmare la petizione, potete informarvi (Forbes e un po’ di numeri) e potete rimanere in contatto con La Pirata e Tlachinollan, tra le tante. Noi rimaniamo vigili.

20150429_165207

Quisieron enterrarnos, pero no sabían que eramos semilla.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/10708666_10206345938108178_7498697571676157063_o.jpg[/author_image] [author_info]Chiara Di Gaetano ha 26 anni e 7 soprannomi. Ha vissuto a Roma, Londra e Lima ma continua ad avere la residenza nei Castelli in Aria. Legge, scopre, viaggia e ficca il naso. Il suo super potere è riuscire a rosicare per le stupidaggini.[/author_info] [/author]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.