Evoluzione storica del capro espiatorio

In questi ultimi anni sembra che l’attività preferita dai media (sotto qualsiasi forma, sia cartacea, che televisiva o informatica) sia stata quella di indicare ed educare l’opinione pubblica su quali fossero le minacce per la società moderna; puntare il dito contro taluni gruppi etnici o culturali è diventato di moda e anche un utile rimedio contro lo stress. Ma questa pratica non è stata scoperta da Studio Aperto o Libero, bensì è antica quanto l’uomo. Ecco una breve panoramica sull’evoluzione storica del “capro espiatorio”.

CAPRO ESPIATORIO: TUTTO INIZIO’ CON EVA

Eva e il frutto proibito
Eva che si rovina con le sue mani!

Ebbene sì fu Eva il primo esempio di capro espiatorio della storia; Eva e tutte le donne! Fu facile per l’umanità additare Eva come la causa del nefasto destino dell’uomo: chi mangiò il Frutto Proibito e condannò tutti ad un’esistenza tormentata? Chi ci strappò dal rigoglioso ventre dell’Eden e dalle cure amorevoli di Dio? Eva! Ed Eva era donna, per cui le donne sono state il primo “colpevole” di tutti i mali umani.
E badate bene, non sto facendo ironia. La figura della donna è stata stigmatizzata sin dagli albori e lo è tutt’oggi dalla chiesa cattolica (anche se vogliono farci pensare diversamente) e non solo; sembra infatti che le grandi religioni monoteiste se la siano presa davvero male per il gesto inconsulto della Prima Donna. Questo colpevolizzare la donna di un gesto mai compiuto ha prodotto strascichi culturali non indifferenti, soprattutto nelle culture profondamente cattoliche e rurali.

Pensate se all’epoca fosse esistito il Tg 4 o Quinta Colonna, quante ne sarebbero state dette ad Eva?!?!

Tornando a fatti prettamente storici e reali, se vogliamo concretamente iniziare a parlare di capri espiatori dobbiamo tornare indietro ai tempi dell’Antica Roma, anzi della Roma Imperiale.
Raramente il capro espiatorio si limita ad un individuo e una sola persona; infatti affinché l’effetto “capro espiatorio” funzioni serve un grosso numero di persone, preferibilmente un’etnia, una cultura o un gruppo religioso. Questo perché più il “colpevole” dei mali della società è grande, più è capace ad assorbire l’odio che gli viene riversato incontro.
Su questa riga inseriamo i cristiani che, nel 64 D.C., furono accusati di aver appiccato uno degli incendi più distruttivi dell’intera Età Classica. Quell’incendio probabilmente non fu colpa di nessuno (neanche di Nerone a detta di molti storici); Roma era vittima dell’abuso edilizio (certe cose in Italia non cambiano neanche dopo secoli) e bastava un fiammella fuori posto per scatenare un inferno di fiamme in una città piena zeppa di insulae in legno. I cristiani finirono sotto la “tagliola mediatica” dell’epoca: erano visti dall’autorità e dalla società romana come un gruppo non assimilabile nel tessuto sociale romano (rifiutavano di riconoscere l’Imperatore come dio, non volevano combattere nell’esercito e predicavano uguaglianza e rivalsa dopo la morte in una società divisa in modo netto in classi sociali). Fu così che a centinaia finirono nei giochi circensi a “coccolare” leoni ed altre migliaia furono costretti all’anonimato e a celebrare i propri culti clandestinamente.
Ovviamente i cristiani non furono l’unico, né il primo, gruppo religioso ad essere giudicato portatore di mali e crimini.

DAL MEDIOEVO AD OGGI

Nel 1146 a Norwich si registrò il primo caso di omicidio rituale del quale fu accusata la comunità ebraica della piccola cittadina; iniziò un lungo periodo oscuro per gli ebrei d’Europea.
Per tutto il Medioevo, quando un bambino spariva oppure veniva ritrovato un cadavere di infante, la colpa era automaticamente della comunità ebraica che viveva nel luogo del ritrovamento; seguivano quindi atroci pogrom con violenze inaudite che portavano alla distruzione di interi quartieri e di intere famiglia. Gli ebrei erano già colpevoli di aver crocifisso Gesù Cristo e, come viene spiegato nell’interessantissimo libro di Ariel Toaff “Pasque di sangue, risultava facile incolparli anche di rapimenti che a conti fatti non erano reali; tutto si basava su voci e per sentito dire. Un bambino spariva o veniva ucciso e il dito veniva puntato contro i cittadini ebrei, colpevoli di usare le giovani carni dei bimbi cristiani in rituali cannibali.

Ma gli ebrei non furono la sola categoria ad essere ritenuta la causa dei mali del mondo e della furia divina: pensiamo agli Untori, che dal 1348 furono giudicati i principali responsabili della diffusione del morbo della peste. Secondo le credenze dell’epoca (si parla sempre di credenze) l’untore si recava in chiesa durante la messa della domenica e ungeva con un liquido infetto le panche dove i fedeli si sedevano a pregare. La caccia all’untore portò all’uccisione di centinai di innocenti, colpevoli soltanto di esser visti in modo diverso dalla società.
Stessa sorte toccò alle “streghe”, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti. Nel 1692 a Salem, in Massachuttes, si tenne il più grande processo per stregoneria della storia degli Stati Uniti: 19 persone furono arse vive ree di avere rapporti con il diavolo oppure di ordire congiure ai danni della puritana società dell’epoca. In questo caso non servivano neanche delle prove concrete, si poteva semplicemente additare una donna (che magari aveva rifiutato le nostre avance) come strega e aspettare che la follia collettiva prendesse possesso della gente. Il motivo religioso era solo un futile pretesto: bastava una pioggia di troppo, un freddo eccessivo, una moria di bestiame che la società puritana necessitava di trovare un colpevole.

Ed oggi?

le bugie dei mediaOggi non è cambiato nulla! Non sono cristiani, streghe o untori ma bensì immigrati, scie chimiche e rom. In questo quadro complesso già di suo si sono inseriti soltanto i nuovi media, che con fatti di cronaca e capri espiatori ci sguazzano alla grande.

Non voglio entrare in merito a faccende legate a rom e immigrati (scatenerei una shitstorm senza fine, lo so) però ricordate sempre che farà sicuramente più notizia un immigrato armato di accetta che un membro dell’esercito che violenta una ragazzina. L’unica cosa che è cambiata nei secoli è che oggi abbiamo tutti i mezzi per arrivare alla verità (se lo vogliamo).

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Guinness-Man.jpg[/author_image] [author_info]Davide Diana, 26 anni, nato e cresciuto a Roma. Laureato in Storia e società e ora Freelance Blogger. Si definisce un Nerd atipico: ama i film, i fumetti, i videogiochi… ma sopra ogni cosa ama viaggiare. Una volta ho provato ad essere normale… i peggiori 2 minuti della mia vita.Content goes here[/author_info] [/author]

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