Perché gli Italiani si schierano sempre e troppo?

Si sa il giusto mezzo rappresenta la giusta via. Ma noi in Italia non sappiamo nemmeno di cosa si tratti. Perché gli Italiani si schierano sempre e troppo.

La nostra faziosità mi è parsa ancora più palese di recente dopo uno scambio di opinioni avuto su Expo 2015.

Comunista o Fascista, Destra o Sinistra, sindacati o Confindustria, colpevole o innocente, angeli del fango o menefreghisti totali, Guelfi o Ghibellini: in Italia scegliamo sempre una fazione che siamo o pronti a difendere fino alla morte o solo fino a che non ce ne piace di più un’altra. L’importante è schierarsi e farlo con prepotenza.

In Italia non conosciamo il giusto mezzo perché o cantiamo ancora Bandiera Rossa o rimpiangiamo ancora chi faceva passare i treni in orario (cosa veramente molto triste); o siamo amici degli imprenditori o li odiamo, senza pensare agli industriali in gamba che hanno fatto il Paese grande, quando lo era; o parteggiamo per gli operai o pensiamo che siano schiavi del padrone senza voglia di lavorare e non pensiamo a quei diritti, ormai pochi, che abbiamo solo in virtù delle loro lotte.
Ci schieriamo processando a livello mediatico le persone giudicandole colpevoli o innocenti senza pensare alle sfumature di grigio (non quelle del film) che potrebbero esserci; o ci impegniamo totalmente nell’aiutare qualcuno in difficoltà o pensiamo che i clandestini che arrivano dal mare debbano tornarsene a casa; o amiamo o odiamo Roberto Saviano (assurdo vero?); o siamo per l’Europa o “ciao Europa noi ti odiamo, viva la Lira“; o siamo per il Papa o siamo per il Re, quando c’era.

Tutti scelgono uno schieramento in qualche modo, per carità, ma spesso noi Italiani non siamo nemmeno in grado di riconoscere quel poco di buono che potrebbe esserci o che potrebbe essere stato fatto dalla parte che vediamo come avversa.

Ironia ha voluto però che fossimo il Paese della Democrazia Cristiana, il partito del Centro, del “non mi sbilancio troppo” e del “faccio tutto sottobanco“. Ma era pur sempre uno schierarsi contro quei Comunisti che solitamente mangiano i bambini. Tant’è che quando si è parlato di Compromesso Storico, il povero e brillante Aldo Moro ci ha rimesso la vita.

Le eccezioni ci sono, ci mancherebbe, ma il nostro essere faziosi sempre in modo netto è palese ed evidente: siamo il popolo del bianco e del nero, forse giustamente visto che siamo rimasti, in molte cose, agli anni ’50.

Il perché rimarrà forse un mistero. Forse è solo più facile, solo più comodo: è nel mezzo che accadono infatti le cose che sono solitamente da capire. Capire è difficile, schierarsi nettamente lo è meno.

Eppure in tutti quegli Italiani che riescono a vedere le sfumature in tutte le cose della vita, dalle più alle meno importanti, c’è sempre qualcosa di estremamente grande.

Questo continua ad essere un fatto.

Per maggiori informazioni sul Compromesso Storico:
M. I. Colli, Il compromesso storico, il Punto, 1984 o http://it.wikipedia.org/wiki/Compromesso_storico

Per maggiori informazioni su Guelfi e Ghibellini:
S. Raveggio, L’Italia dei guelfi e dei ghibellini, Bruno Mondadori, 2009 o http://it.wikipedia.org/wiki/Guelfi_e_ghibellini

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Betta_.jpg[/author_image] [author_info]Elisabetta Graziani, 27 anni, di Roma. Dottoranda in Storia Medievale, ama Boston, il calcio e le cose belle di ogni tipo (compreso Kevin Spacey). Per ardua ad Astra.[/author_info] [/author]

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