Gli orti urbani e la svolta verde delle città

Le città in cui viviamo stanno cambiando e questa rivoluzione sta avvenendo sotto i nostri occhi. Associazioni di quartiere e di cittadini stanno cercando di trasformare le città in luoghi più vivibili e sani; uno dei principali strumenti di questa rivoluzione sono proprio gli orti urbani.

I dati parlano chiaro: secondo un’indagine della Coldiretti e del Censis il 46,2% degli italiani attualmente coltiva spazi verdi su balconi e terrazzi, il 25,6% di questi lo fa per la volontà di mangiare prodotti sani, il 10% per passione e il 5% per risparmiare sui prodotti ortofrutticoli. Siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione!

Chiamatela come volete: cittadinanza attiva, voglia di cambiamento, necessità di ritrovare un legame perduto con la natura, sta di fatto che le città italiane (e non solo) sono sempre più verdi. Certo stiamo parlando di piccoli appezzamenti di terra, ma l’idea che sta dietro al fiorire degli orti urbani è davvero innovativa, secondo me.

Orti urbani in ItaliaPhoto by em_diesus

Vediamo in che modo questa nuova concezione di città verde si sta affermando in Italia.

Orti urbani in Italia e nel mondo: storia di un cambiamento.

In Italia gli appezzamenti di terra, dati in affidamento gratuito dalle pubbliche amministrazioni ad associazioni di quartiere o di cittadini, sono triplicati nel giro di pochi anni, passando da 1,1 milione a 3,3, stando alle fonti del Messaggero.

Questi dati sono incredibili e rispecchiano il cambiamento delle comunità cittadine in atto. Nelle città si sta riscoprendo la necessità di ristabilire il legame sempre più debole con la natura e si sta affermando sempre di più la cultura dei prodotti biologici: chi, dopo aver appreso dell’atrocità ambientale commessa dalla Camorra in Campania, non ha pensato di curare un orticello tutto suo ed evitare di comprare prodotti ortofrutticolo dalla grande distribuzione!?!?

E così ecco spuntare nelle grandi città piccoli orti e spazi verdi a non finire. E più la città è grande, più il numero degli orti urbani cresce. A Roma se ne contano più di 150 e un sito internet, www.zappataromana.net ne censisce il numero. A Bologna, al bando per l’assegnazione dei 108 appezzamenti di terra messi a disposizione dal comune, si sono presentate 2 mila famiglie. A Milano fanno la loro comparsa palazzi che fungono da “orti verticali”. A Padova i cittadini si occupano a spese proprie degli spazi verdi di quartiere e in cambio ricevono sconti sulla tassa per i rifiuti.

Orti verticali a MilanoPhoto by Lorenzoclick

Questo fenomeno sta interessando tutto il mondo: a Londra 100 mila persone sono in attesa di riceve il loro pezzo di terra e si parla di costruire un intero ponte-giardino (stiamo parlando del Garden Bridge) mentre a New York i tetti dei grattacieli si riempiono di giardini e spazi verdi.

Ma quali sono i benefici degli orti urbani per la collettività?

Davvero tanti! Innanzitutto si recuperano spazi che vengono sottratti alla microcriminalità e all’incuria, si prevengono potenziali speculazioni edilizie, aumentano gli spazi di ritrovo e socialità e si incentivano progetti scolastici basati sulla protezione del territorio.

Proprio le scuole stanno utilizzando l’orto urbano come strumento educativo. Migliaia di istituti infatti si iscrivono alle liste comunali per ottenere un piccolo appezzamento di terra in modo da coltivare i prodotti che verranno poi serviti nelle mense.

Che dire, gli orti urbani sono un segno importante di come le nostre città stiano cambiando, almeno per una volta, in meglio e sicuramente continueremo a seguire e documentare questo fenomeno.


Siti utili e fonti:

Davide Diana
Roma
IT

2 risposte a “Gli orti urbani e la svolta verde delle città”

  1. Articolo interessante e attuale. Proprio l’altro giorno ho scoperto di avere un paio si orti urbani dietro casa e sono felice che questo nuovo trend si stia affermando in Italia (visto che il nostro paese è restio a cambiare in senso positivo).

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