Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale – Montale

Tra i massimi autori italiani del Novecento. Eugenio Montale, già dalla prima raccolta (Ossi di Seppia, 1925) riuscì a tradurre il male di vivere attraverso la corrosione dell’Io lirico tradizionale e del suo linguaggio. A scuola rimasi fortemente colpita da Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale; è una delle più note liriche scritte in memoria della moglie Drusilla Tanzi, ed è stata composta nel novembre del 1967.

 

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

Pertinenza e concretezza, amore ed assenza.
Leggi anche Gli uomini che si voltano.

Informazioni su Eugenio Montale: http://www.treccani.it/enciclopedia/eugenio-montale/


[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/FC-.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 27 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.[/author_info] [/author]

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