I Social e la libertà di commentare

Chi più chi meno, la maggior parte della popolazione mondiale usa abitualmente i social network. Ci sono persone presenti ma in seconda linea, chi racconta ogni particolare della propria vita, i malati di selfie, gli attivisti politici o sportivi, e infine i commentatori insidiosi. Oggi voglio soffermarmi sui social e la libertà di commentare.

Siate sinceri e inseritevi in una delle categorie, non di certo rigide e dittatoriali, che ho riportato sopra. I social sono divenuti parte integrante della nostra vita, di quella dei vip e della strategia politica; è impossibile dunque uscirne inerti o innocenti.
Sopravvissuta, o quasi, ad una “maratona” di commenti e provocazioni su uno stato da me postato su Fb, volevo soffermarmi sulla libertà dei commenti o meglio se davvero commentare è sinonimo dialogo.

Non so se chi sta leggendo usa o meno i social network e quindi non so se conosce le dinamiche, ma di sicuro avrà sentito dire di come spesso commenti a link o post creano non pochi disordini e lamentele.
Al di là del mio caso personale, dove ci si confrontava non in modo tanto democratico su una questione politica, è diffusa la tendenza di, come posso definirlo, commento facile e superficiale o addirittura offensivo.

Che si parli di Musica (Ligabue fai schifo ritirati, meglio Vasco o viceversa), che si tratti di Sport (i più simpatici e determinati sono i tifosi di calcio), che si parli di Immigrazione (Salvini docet), di Politica (i partiti sono schiavi della mafia, uccidiamo il sistema o Tweet tra politici e vip), o di Reality Show (si, ci sono pagine dove le persone litigano sui protagonisti del programma), Animalisti, potrei andare avanti per ore, si dà avvio ad una vera e propria guerra di commenti che fa passare le giornate chini sugli smartphone o sui Pc. E non ti ferma nessuno, la tua risposta o commento deve superare quello precedente o, come succede spesso a me, cerchi di rispondere cercando di non imitare l’arroganza di quel commentatore fastidioso che evidentemente ci tiene ad imporre la sua idea.

Ma tralasciando esperienze personali, ahimè succede anche di peggio. Le migliori battaglie a colpi di tastiera avvengono nei commenti sottostanti i link di testate giornalistiche. Si legge di tutto, da parolacce, insulti diretti ai protagonisti dell’articolo in questione o direttamente rivolti a qualche commentatore a (devo ammetterlo, sono i miei preferiti) “ora che ho saputo che la Contessa del Galles ha partorito sto molto meglio”, “Ora che Belen e De Martino hanno fatto pace posso dormire di nuovo”. Ma se non ti interessa, allora perché commenti?

i social e i commenti

E’ il sistema dei social, ti ingloba ed è difficile resistergli. Ma fin dove può arrivare la libertà di commentare? Non vi sembra che abbia aumentato dosi di arroganza e superficialità? Del resto la democrazia permette la parola a tutti e con qualsiasi mezzo, ma è giusto offendere e attaccare senza pensare prima di cliccare sul tasto commenta?

Ora non voglio dilungarmi né tanto meno mettermi in cattedra; volevo solo sottolineare che la libertà di espressione va tutelata anche sui social network in difesa da coloro che si dichiarano democratici ma che invece non fanno altro che offendere e dimostrarsi superiori a livello ideologico.

Tuteliamo dunque la libertà di pensiero in qualsiasi settore, e soprattutto dall’arroganza e inciviltà diffusa oramai su quello che dovevano essere i Social, un canale di informazione e condivisione senza malizia ed offese. Voi che ne pensate?

 [author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/fra.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 26 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]

2 risposte a “I Social e la libertà di commentare”

  1. Ho letto tutto l’articolo, molto interessante e con uno spirito critico semplice ma pungente. Personalmente mi ritengo un commentatore insidioso ma allo stesso tempo obiettivo, nel senso che frasi del tipo “ora che Belen e Di Martino sono di nuovo insieme posso dormire tranquillo” è molto difficile che io le pubblichi. Devo ammetterlo i temi sull’immigrazione mi infervorano molto, sottolineando che non tollero ne l’odio razziale ne il perbenismo di alcuni politici sull’accoglienza dei migranti. Indubbiamente l’immigrazione così gestita non va assolutamente bene ed ha ragione da vendere la Meloni quando dichiara che è necessaria una missione umanitaria sulle coste libiche o del Nord Africa e che il numero di migranti va distribuito in tutti i paesi membri dell’UE, ma non voglio dilungarmi. In conclusione penso che chi usa i social network come mezzo o pretesto per offendere o denigrare sarà il tempo a dargli il conto, soprattutto quando si ritroverà davanti a uno specchio a farsi le domande e a darsi ragione da solo. Un saluto Francesca e buon lavoro.

    Con stima.

    Stefano M.

    1. Grazie Stefano, una risposta da chi ha veramente letto l’articolo è sempre ben accetta. Speriamo che il mio, il nostro, lavoro serva a questo, ad interagire con persone pensanti e interessate.
      Con la speranza di “rivederci” su questo Blog, ti ringrazio di nuovo.

      Francesca

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