Inside out: film per bambini?

Domenica scorsa sono andata al cinema per vedere Inside Out, l’ultimo film targato Disney-Pixar. Lo so, sono colpevolmente in ritardo e lo avete già visto tutti, ma meglio tardi che mai, no?

Il film narra la storia di Riley, bambina di 11 anni, che si trasferisce con la sua famiglia dal Minnesota a San Francisco (come dire dal Friuli, una regione, a Roma, una città), e delle sue emozioni (Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura), che sono simpaticamente personificate e caratterizzate.

Fin qui tutto ok. Il film sembrerebbe alla portata dei bambini, che dopotutto capiscono forse sempre molte più cose dei grandi. Lo diceva pure Saint Exupery ne “Il Piccolo Principe” ed è quasi certamente vero.

Inside Out non è però, secondo me, un film per bambini e non lo è per un semplice motivo: parla di cosa si prova quando si cresce, delle prime delusioni, dei primi miti che crollano e dei primi comportamenti che cambiano.

Un bambino non può capire certe cose, ma solo e soltanto per il semplice fatto che ancora non le ha vissute. Tutto qui.

Questo spiega la commozione degli adulti in sala e i bambini che invece scorrazzavano sotto lo schermo e conferma che i film animati possono spesso avere anche altri destinatari oltre ai più piccoli.

Inside out è un film bello, valido, delicato, che fa ragionare e ricordare oltre che di una certa profondità. Non fa quindi male vederlo anzi lo consiglio a tutti.

Qualunque età voi abbiate.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Betta_.jpg[/author_image] [author_info]Elisabetta Graziani, 27 anni, di Roma. Dottoranda in Storia Medievale, ama Boston, il calcio e le cose belle di ogni tipo (compreso Kevin Spacey). Per ardua ad Astra.[/author_info] [/author]

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