Insugherata, campagna e boschi dentro il GRA

E’ il terzo, e penultimo, appuntamento nel quale il Post Giusto vi parla dei parchi meno conosciuti di Roma. Siamo andati a nord-ovest, a visitare il parco dell’Insugherata, di poco dentro il grande anello del potere che avvince i romani, il GRA.

La Riserva Naturale dell’Insugherata mantiene la caratteristica, che avevamo trovato per il Parco di Decima Malafede e che invece mancava per la Riserva della Valle dell’Aniene, di strappare fortemente la continuità con la zona urbana circostante.

Addentrandosi nella Riserva ci si trova di fronte a spettacoli che non si immaginava di poter trovare così vicino ad una metropoli: boschi, piccole valli, una flora ed una fauna che testimoniano come, nel silenzio, ci sia una corrente che rema perché Roma rimanga verde, a dispetto di corruzione e cementificazione.

La Cooperativa Climax, che amministra la Riserva per Ente Roma Natura, organizza visite guidate ed una serie di attività, mirate soprattutto ai bambini, ma di fronte alle quali gli adulti non storceranno certo il naso.

Insugherata: logistica ed informazioni

Innanzitutto prendete visione della posizione della Riserva rispetto a Roma:

Come potete osservare, la vicinanza al Raccordo Anulare fa sì che sia estremamente facile raggiungere la Riserva dell’Insugherata da qualsiasi punto della città.

Per i verdi radicali e i poveracci come me l’alternativa è prendere il treno Roma-Viterbo, che parte da Ostiense (qualcuno anche da Tiburtina) e passa da Trastevere e San Pietro, per arrivare a San Filippo Neri, dove converrà scendere. L’accesso ufficiale è in Via Paolo Emilio Castagnola.

Uno dei tanti piccoli abitanti della riserva, un cervo volante - Wikipedia
Uno dei tanti piccoli abitanti della riserva, un cervo volante – Wikipedia

Il consiglio, date le dimensioni della Riserva, è quello di programmare un’escursione con visita guidata, sia perché in questo modo sicuramente non mancherete di visitare le parti più belle del parco, sia perché la guida vi saprà dare indicazioni su cosa state vedendo (emancipandovi dalla botanica/entomologia fai-da-te) e su dove proseguire la passeggiata al termine della visita guidata.

Ovviamente, anche in questo caso, scarpe da trekking o escursione ed abiti “zozzabili” sono d’uopo.

Vi lascio ad una canzone sudamericana, La Vuelta al Mundo, ed allo stesso invito: “Se vuoi un vero cambiamento, allora cammina diversamente“. Vi auguro, perciò, splendide giornate, di sole e cammino.

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