Italiani all’estero e quanto contano

Mai come ora gli italiani all’estero sono stati sulla bocca di tutti e mai come per questo referendum un intero paese si è ricordato dei suoi espatriati.

Da un anno a questa parte posso annoverarmi a pieno titolo tra la grandissima fetta di popolazione italiana fuori dai confini nazionali.

Come si sa l’Italia è terra di santi, poeti, navigatori e… migranti. Lo era agli inizi del ‘900 e lo è anche oggi.

Per il più delle volte chi vive in Italia e non ha nessun legame con chi è emigrato (sia per motivi lavorativi, per proprie scelte, per seguire sogni e passioni, per sfuggire dalla DIGOS), tende a dimenticarsi di questa spessa e rumorosa porzione di popolazione italiana abroad…

E a volte per chi vive all’estero ciò è un sollievo: l’Italia è un paese incasinatissimo, e viverlo dal di fuori ti fa sembrare, a volte, la vita più facile.

Insomma noi italiani all’estero stavamo beatamente per i fatti nostri quando… il Referendum!

Questa incredibile bomba politica che è esplosa in patria e, velocemente, ha emanato le sue radiazioni anche al di fuori dei confini nazionali.

Ho vissuto, sin da settembre, il dibattito sul referendum (sul quale non entreremo in merito) anche in modo divertito; ho potuto vedere con i miei occhi 50enni scannarsi su Facebook, populisti diventare padri della costituzione e persone attive sui social diventare vere e proprie macchine da insulti.

Insomma un vero e proprio putiferio che non mi interessava più di tanto, stando a 2.000 km da casa.

Poi ecco che gli italiani all’estero vengono buttati nella mischia; ecco che diventiamo “ago della bilancia” e che Renzi inizia a inviare lettere, Grillo inizia ad inveire e molti inziano a gridare allo scandalo etc.

Ho sentito dire che, chi è all’estero non dovrebbe neanche votare perché non sanno come le cose vanno nel Paese.

A ciò rispondo che io sto all’estero proprio per come le cose sono andate e stanno andando.

Ma lasciamo stare questo aspetto del discorso.

referendum-costituzionale-2016

VEDIAMO DI CAPIRE COME GLI ITALIANI ALL’ESTERO HANNO VISSUTO TUTTO CIO

Ripeto ognuno ha scelto di partire per ragioni diversissime, siamo una fetta di popolazione molto eterogena alla quale (in ogni caso) il proprio paese manca.

Questo tsunami mediatico sugli italiani residenti all’estero è stato quanto di più incredibile ed inutile. Ci si è preoccupati di come potessero votare chi i residenti all’estero solo quando si è appreso l’incredibile numero di persone che, ormai, ha lasciato il Bel Paese.

Non ci interessa chi vota cosa; posso solo fare una veloce analisi sul voto all’estero e la campagna politica volta a promuoverlo e, posso dire che il suo principale promotore Matteo Renzi, si è giocato non benissimo le sue carte.

Anche all’estero molti odiano Matteo Renzi, ma è chiaro che se ogni anno centinaia di migliaia di giovani sono costretti a lasciare il Paese in cerca di lavoro (parlo per chi parte in cerca di lavoro) è soltanto per colpa degli ultimi 20 anni di politiche scriteriate e di elettori ottusi.

Parlando d’altro, il Renzi si è giocato male le sue carte;

le maggiori critiche rivolte dai residenti all’estero sono state per come lui ha cercato di convincere a votari il sì.

Innanzitutto mail invece di lettere; molti hanno storto il naso in merito e sicuramente si sarebbe risparmiato qualcosina inviando semplici mail ai residenti all’estero. Ma dopotutto c’è chi ha mandato lettere a mezza Italia per il rimboros dell’IMU.

Poi il modo come è stata scritta la lettera: perchè non spiegare le ragioni di sì e no? Sarebbe stato più onesto anche intellettualmente.

Infine il messaggio video veicolato con le lettere, dove si faceva capire che gli italiani all’estero sono partiti per scelta. Purtroppo non è sempre così e questa mancanza di aderenza alla realtà penso abbia giocato contro al risultato voluto dal premier.

Staremo a vedere!

L’unica cosa è che finalmente, dopo il 4 dicembre, finirà questa bagare sui social.

Buon voto a tutti!


Dublin
IE

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