Lasciare tutto e partire: istruzioni per l’uso

Lasciare tutto e partire” è questa la frase che ho cercato più di tutte prima di lasciare veramente “tutto” e partire, ma sulla rete ho trovato davvero molto poco in merito. Così mi son detto: “Và, che lo indicizzo io!” Ed eccomi qui a scrivere un articolo tutto d’un fiato, che spero si posizionerà tra le prime righe di Google, in modo da poter essere utile a qualcuno. 

Chiariamo due/tre cose prima di iniziare.

Il 2014 è stato un anno terribile e mi ero ripromesso, il 31 dicembre, che il 2015 sarebbe stato l’anno della svolta; svolta che, come per molti giovani in Italia non è arrivata.

Quindi ecco lì che mi ritrovo a 27 anni senza grandi stimoli, a vivere una vita monotona tra lavoretti alla giornata e depressioni periodiche. Così decisi che sarei stato io la svolta che cercavo!

Prendo tutto e me ne vado!

Ecco la frase più inflazionata quando le cose non vanno per il verso giusto, la soluzione più semplice per evitare i problemi che ci perseguitano quotidianamente e che diventa una condanna se a quelle semplici parole poi non sussegue nulla. La rabbia presto torna ad essere soffocata dalla monotonia e dalla paura. Sì, perché la frase “prendo tutto e me ne vado” fa molta paura!

Però sta tutto nel crederci davvero in quelle parole.

Io ci ho creduto ed eccomi qui, in Irlanda, a due ore e 55 minuti di volo da casa, a vivere in una casa con 7 francesi, una statunitense ed un’italiana (la casa è enorme e c’è spazio per tutti), alla ricerca di un lavoro che SO di poter trovare. E’ tutta questione di prospettive.

Nonostante fossi convinto della mia scelta, man mano che la data della partenza si avvicinava, in me sorgeva il quesito che da titolo a questo articolo:

Ma quanto è difficile lasciare tutto e partire?!

Oddio, il mio “tutto” poi non era così “tutto”: nessun legame sentimentale, nessun lavoro serio, nessuna responsabilità e prospettiva. Diciamo che non è stato difficile far a meno di cose mai avute. Però quanto può essere duro lasciare quelle cose a cui si tiene veramente?lasciare-tutto-indietro-e-andare

Come si fa?
C’è un rimedio facile?
La mia famiglia, i miei amici, il mio cane, i miei colleghi, la mia auto e la mia vita. Man mano che la data della partenza si avvicinava la necessità di trovare una risposta a questo quesito cresceva. Esiste una magica ricetta che ti prepara alla rottura? No!
Il fatto è che la ricetta sei te stesso. E’ come con la ceretta: sai che te la devi fare, sai che farà male, ma sai che il dolore andrà scemando.
In fondo la vita è una ceretta continua; uno strappo dopo l’altro si va avanti, ci si separa da tutto e tutti per incontrarsi di nuovo.

Quindi nella brevità richiesta dalla comunicazione web rispondo al quesito iniziale:

Come si fa a lasciare tutto e partire?

Si fa, punto e basta!

Prima di andare via goditi il tempo che hai con le persone, cose e abitudini che ti stanno a cuore e non rivedrai per lungo tempo: vai alla stadio con un amico o tuo padre, vai al mare o nel tuo parco preferito, passeggia con il tuo cane e circondati di persone a cui vuoi bene davvero.

Saranno un sacco di caffè e aperitivi da affrontare, ma ti renderanno il tutto meno duro e, anche se man mano la data scelta si avvicinerà e l’ansia salirà, tu non preoccuparti: andrà tutto bene.

Parola di un italiano in Irlanda.


[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Guinness-Man.jpg[/author_image] [author_info]Davide Diana, 27 anni, nato e cresciuto a Roma. Laureato in Storia e società e ora Freelance Blogger. Si definisce un Nerd atipico: ama i film, i fumetti, i videogiochi… ma sopra ogni cosa ama viaggiare. Una volta ho provato ad essere normale… i peggiori 2 minuti della mia vita.[/author_info] [/author]

Una risposta a “Lasciare tutto e partire: istruzioni per l’uso”

  1. Sì, c’è forza d’animo e allo stesso tempo un poco di viltà.
    Spero tanto che questa ‘forza d’animo’ non dilaghi tra i giovani.
    Se per fortuna o per politiche adeguate, questo nostro
    bel paese dovesse riprendersi, scommetto che la famiglia,
    gli amici, l’automobile ed il cane (perché no anche l’Italia)
    sfodereranno tutto l’appeal per un rientro, allora sì, discutibile.
    Ti leggo e ti stimo, prendila come una contro-forza d’animo
    per tanti. Insomma, nulla di personale.

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