L’attualità dei cartoni Disney – Il Gobbo di Notre Dame

Come tutti quelli nati negli anni ottanta e cresciuti negli anni novanta ho un legame speciale con i cartoni Disney di quel periodo. Proprio ieri sera riguardavo Il Gobbo di Notre Dame, riadattamento Disney del romanzo di Victor Hugo, e ho cominciato a trovare spontaneamente dei collegamenti con l’attualità. Ora vi spiego perché.

Nonostante mia nipote si lamentasse (ha 9 anni e, tranne qualche classico, la maggior parte dei bambini di oggi è abituato a trame più leggere e al 3D) non ho voluto cambiare canale. Tralasciando il legame affettivo, ricordare le canzoni e le scene, come dicevo ho cominciato a trovare stretti legami con i temi attuali. Per chi non se lo ricordasse Quasimodo è il protagonista, brutto e gobbo è il guardiano del campanile della celebre chiesa francese, cresciuto e segregato da un padrone, Frollo, che lo tiene lontano dal mondo esterno giudicandolo cattivo ed ostile (quando invece è proprio Frollo ad essere perfido). Il desiderio di Quasimodo, quello di uscire dal suo nido-prigione, si concretizza in un giorno di festa pagana, Il giorno dei folli, caratterizzata da balli e gare tra cittadini ma che vede protagonisti gli zingari, tra cui la bella Esmeralda. E’ proprio (come sempre direi) la figura femminile che stravolgerà tutta la storia. Ma non è sulla trama che voglio concentrarmi, potete rivedere il film, leggere il libro o cantare sopra le note del musical scritto da Cocciante.

Lasciando per un attimo da parte la storia del protagonista, voglio concentrarmi con il messaggio chiaro che trasmette la pellicola, – non so nemmeno se nel 1996 l’avessi capito. Il mondo esterno di cui parla Frollo, la società cattiva caratterizzata da persone ostili che vogliono appropriarsi di diritti di cui non possono godere (!-?), non è quel mondo di cui la maggior parte dei politici straparla nelle interviste o comizi?

Frollo, molto alterato, contro Esmeralda.

Ho una fervida immaginazione, lo ammetto, ma ieri sera non facevo altro che pensarci. L’odio verso gli zingari dimostrato da Frollo durante la narrazione, che comanda le proprie guardie di perseguitarli, arrestarli ed eliminarli mi è sembrato molto familiare. Per un attimo ho anche strofinato gli occhi dicendo: ma è sempre lo stesso canale o siamo a Ballarò/Quinta Colonna/La gabbia?
Dai non prendetevela se ho pensato, così tanto da scriverci un articolo, che Salvini sia un Frollo animato e che Frollo sia un Salvini umano.

Salvini concitato durante un’intervista.

L’arroganza, l’insistenza di puntare il dito contro il diverso, il “proteggere” le persone dal mondo esterno, nello specifico dagli zingari, nel cartone così nella realtà, mi ha fatto pensare all’oramai indiscusso leader della Lega.

Pensate che abbia esagerato? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto, volevo condividere questa sensazione con voi. (Pensate a quanto i media, giorno per giorni, condizionino le nostre vite).

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/fra.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 26 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampoo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]

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