Le bugie sugli immigrati

Abbiamo già affrontato il tema della disinformazione o comunque della distorsione dei fatti compiuta dai Media. Non ci permettiamo di dire che una distorta informazione sia voluta ma è certo che questa crea problemi e confusione da non sottovalutare. Uno dei temi più affrontati a livello mediatico e politico è quello dell’immigrazione.

Tutto quello che leggiamo e ascoltiamo è attendibile?

Ecco le bugie sugli immigrati raccontate dai media e dalla politica.

La risposta a questa domanda può essere solo che personale; bisogna possedere un occhio critico ed obbiettivo al fine di usufruire nel modo più chiaro possibile del diritto all’informazione. Stanchi della diffusione di odio e razzismo, oggi vogliamo dedicare il nostro pensiero non al tema degli immigrati, ma a quelle persone che fuggono dal loro luogo di origine per avere la possibilità di avere una vita dignitosa.
Questo sentimento ci ha spinti trovare notizie, ovviamente basate su fonti reali e veritiere, che si oppongono a tutto quello che è diventato mezzo politico e di informazione, una sorta di “Populismo Razziale”. Ma soprattutto il fine è quello di “smontare” tutte le bugie sul fenomeno dell’immigrazione e sugli immigrati, ossia persone.

• I musulmani ci invadono e aprono le porte all’ISIS.

Al primo posto dei residenti stranieri in Italia ci sono i Romeni che professano la religione Ortodossa; al secondo posto ci sono gli Albanesi che si dichiarano non praticanti (divisi tra ortodossi e musulmani) o atei; ci sono poi circa 200 mila cinesi, quasi tutti atei, e circa 500 mila marocchini quasi totalmente musulmani. Dunque gli stranieri che risiedono in Italia sono cristiani o non professanti, se non addirittura atei; solo una piccola parte professa l’Islam.

• Vengono tutti in Italia: ci facciamo invadere!

Certamente il problema della migrazione è un fattore che mina la stabilità della cooperazione europea se non internazionale. L’Italia è direttamente coinvolta perché è un punto cruciale dal punto di vista geopolitico nel Mediterraneo. Ma l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) ci informa che negli ultimi anni l’immigrazione legale è scesa nei Paesi più colpiti dalla crisi, tra cui dunque anche l’Italia. Per fare più i precisi gli stranieri in Italia sono poco più di 5 milioni e mezzo, ossia l’8% della popolazione; in Inghilterra arrivano circa 560 mila immigrati l’anno (tra cui tantissimi italiani, vale la pena ricordarlo), seguono la Germania e poi la Spagna.

immigrati invadono l'ItaliaPhoto by Simone Ramella

• Manteniamo gli immigrati con i nostri soldi e soggiornano negli Hotel.

Questa affermazione è molto cara all’oramai indiscusso leader della Lega Matteo Salvini facendone una vera e propria battaglia personale. Lo stato italiano, secondo la Lega e altri partiti di estrema destra, prenderebbe dalle proprie tasche (abbiamo ancora tasche da cui prendere fondi?) per mantenere gli immigrati senza che questi contribuiscano alla crescita del Paese. Salvini e compagnia hanno dimenticano che i lavoratori stranieri in Italia contribuiscono all’11% del PIL con il loro lavoro e il conseguente pagamento delle tasse (stanno contribuendo quindi anche al fondo pensionistico). Ritornando al discorso “li manteniamo noi” forse questi politici non sanno, o fanno finta di non sapere (tra l’altro la Lega ha distrattamente rubato circa 40milioni di euro dalle nostre finanze), che è l’Europa a stanziare fondi (di certo non mille euro a migrante denunciati nel salotto di Barbara D’Urso) ma circa 20 euro giornalieri, destinati ai vari centri di accoglienza che devono impiegare il denaro in manutenzione, vitto e alloggio. Ad ogni immigrato quindi, o meglio persona, rimane una diaria giornaliera di € 2,50.

• Gli immigrati e i Rom hanno la priorità sul diritto alla casa.

Sui Rom andrebbe fatto un discorso a parte; ovviamente per i criteri nell’elaborazione delle graduatorie per l’assegnazione delle case non compare la nazionalità. Si tiene conto del reddito, del nucleo familiare, eventuali disabilità. Gli immigrati spesso sono “svantaggiati” perché sono giovani e senza nucleo familiare o non ricongiunti. Ci sono italiani che da anni vivono in case occupate senza avere i requisiti appena elencati, ma cosa vogliamo insegnare?

• Non rispettano le leggi, aiutiamoli a casa loro!

“Aiutiamoli a casa loro” è uno degli slogan populisti razziali preferiti dai politici citati ma anche da persone comuni. Sicuramente la situazione è problematica, difficile da gestire (pensiamo alla Sicilia e ai suoi abitanti che da anni e ogni giorno affronta gli sbarchi), che richiederebbe sforzi maggiori dall’Europa. Nel 2011 il governo italiano ha operato un taglio del 45% ai fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo, stanziando effettivamente 179 milioni di euro, la cifra più bassa degli ultimi 20 anni. Siamo davvero in grado di attuare politiche di sostegno al di fuori dei nostri confini?

Per quanto riguarda poi l’equazione immigrato=criminale i dati ci aiutano a smentire. Di solito si ha una percezione distorta del fenomeno perché si considerano fra i reati degli stranieri quelli degli irregolari che all’87% sono accusati di reato di clandestinità, il quale consiste semplicemente nell’aver messo piede su territorio italiano. È evidente tuttavia che un povero e disagiato, a cui gli è impedito di sostenersi autonomamente (scarse politiche di integrazione) possiede una maggiore tendenza a compiere atti illegali o illeciti. Secondo le stime ISTAT gli stranieri vengono imputati, nella maggior parte dei casi, per prostituzione, spaccio di stupefacenti e lesioni; gli italiani fanno ancora da padroni per quando riguarda omicidi, furti, associazione a delinquere, e stupri. Certo i dati sono in continuo aggiornamento, ma etichettare un’etnia o un popolo con l’aggettivo “criminale” è sempre esagerato.

Le organizzazioni di cooperazione devono sicuramente mettere in atto politiche efficienti e pratiche sia per l’Italia sia per l’Europa. Ma soprattutto per evitare continue stragi di vittime innocenti e specialmente per evitare che tutto questo diventi strumento politico di diffusione di un sentimento razzista.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/fra.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 26 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]


Fonti:
www.ilfattoquotidiano.it
www.skytg24.it
www.istat.it

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