Diritti delle donne: l’Italia controcorrente

Dopo aver parlato di come l’Italia in molteplici contesti è indietro rispetto alle statistiche europee, dobbiamo, aihmè, riprendere il discorso. Non parliamo di dati o classifiche ma di come il bel Paese si dirige verso strade contrarie rispetto a normative e/o proposte dell’Unione Europea su aborto, adozioni e contraccettivi d’urgenza.

Va bene, i temi sono di particolare importanza ma sopratutto molto delicati da affrontare ma, in poco più di 48 ore, l’Italia ha dimostrato di “disobbedire” all’Europa in materia di diritti opponendo non tanto valide alternative ma obblighi che in altri paesi sono inesistenti, da anni.

Aborto

L’Aula del Parlamento di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza con 441 si, 205 no e 52 astenuti la relazione sulla parità uomo-donna. E’ passata anche la parte più controversa del documento, ovvero quella in cui si sottolinea la necessità di garantire i diritti delle donne anche attraverso un accesso agevole alla contraccezione e all’aborto. Ma il voto ha creato non pochi dissapori all’interno del PD, cattolici e non, che si è diviso sulla possibilità e diritto delle donne di procedere ad un aborto volontario. La parte politica contraria ha così accettato la relazione ma solo dopo aver approvato un emendamento dei conservatori che definisce come ciascuno Stato deve legiferare autonomamente in materia di riproduzione e diritto alla vita.

Contraccettivo d’urgenza

Collegato al discorso appena riportato è quello della possibilità di utilizzare la pillola dei cinque giorni dopo, utile per le donne che vogliono interrompere una gravidanza. Commercializzata con il nome di EllaOne è appunto un contraccettivo d’urgenza; a riguardo l’Italia è l’unico Paese in Europa a chiedere un test di gravidanza per l’accesso alla prescrizione del farmaco, scavalcando i dettami dell’UE che prevedono la vendita della pillola senza il bisogno di una ricetta.

Adozioni

Nonostante una Convenzione europea firmata a Strasburgo nel 1967 (!!!), che promuove l’assegnazione dei bambini anche al solo adottante, l’aula del nostro Senato con 197 voti a favore ha deciso che le famiglie con un minore in affido possono chiederne l’adozione, ma niente da fare per single, coppie di fatto e per chi è sposato da meno di tre anni.  In sostanza cade l’attuale divieto all’adottabilità da parte delle famiglie affidatarie. Nonostante questo secondo la presentatrice dell’emendamento, Francesca Puglisi (PD) quando il DDL diventerà legge ci sarà comunque uno spiraglio in più per i single. Ma quale? Sta di fatto che il passaggio dall’affido all’adozione sarà possibile soltanto per le coppie eterosessuali coniugate, per la gioia dei politici cattolici.

L’Italia controcorrente

Grazie alle battaglie dei movimenti femministi da oltre trent’anni in Italia è possibile, nei termini fissati dalla legge, procedere all’interruzione di gravidanza. Allora perché dobbiamo leggere, o sentire, ancora di donne, ragazze lasciate sole nel corso di un aborto terapeutico o respinte da medici obiettori durante lo svolgimento di un servizio pubblico? Perché se una donna decide per qualsiasi motivo di chiudere un rapporto e procedere al divorzio deve essere giudicata o etichettata come “rovina famiglie”?diritti delle donne

Grandi interrogativi che a quanto pare creano ancora disaccordi all’interno delle fazioni politiche; non dovrebbe essere finita l’era dell’intromissione religiosa all’interno degli affari politici? L’Europa ce lo chiede, ce lo impone, ma forse non con troppa determinazione visto che continuiamo ad andare controccorente.

Fonti:

www.huffingtonpost.it

www.ansa.it

Francesca
IT

Una risposta a “Diritti delle donne: l’Italia controcorrente”

  1. Non c’è da meravigliarsi per l’inadeguatezza del nostro paese ai tempi, costumi e morale di oggi.
    Ricordiamoci che siamo un paese di grande civiltà, ce ne vantiamo ad ogni piè sospinto, ma siamo un paese che fino al 5 settembre 1981 (!) aveva leggi per regolare il Delitto d’Onore ed il Matrimonio Riparatore!

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