Luoghi comuni sulle droghe e vita vissuta

La chiusura del Cocoricò a causa della morte di un sedicenne per overdose di Mdma è lo spunto per questo articolo ma non mi addentrerò nel campo morale, piuttosto parlerò di alcune cose che ho letto e che ho sentito in giro, dei luoghi comuni sulle droghe che, da frequentatrice di locali e da persona che ha visto droghe più o meno da vicino, mi sembrano poco vere.

Chris Liebing al Cocoricò. Wikimedia user Endofcity, CC BY-SA 3.0.
Chris Liebing al Cocoricò. Wikimedia user Endofcity, CC BY-SA 3.0.

Infatti lo scopo di questo articolo non è analizzare l’utilizzo delle sostanze stupefacenti nella società, quanto più offrire un resoconto, ricavato dall’esperienza personale e pertanto limitato, di come e quanto vengono assunte le droghe dai ragazzi miei coetanei. È il resoconto di una realtà che non si conosce perché non viene mai approcciata con sincerità e con l’obiettivo di capirla, ma solo con la necessità di ricavare conferme ad un’impostazione proibizionista che è già, comunque, ben affermata.

Iniziamo dal primo dei luoghi comuni sulle droghe: non voglio passare per la Pablo Escobar de’ noantri ma questo è un concetto che sfugge abbastanza, a quel che vedo, alla comprensione di alcuni. Nel 2015 se si va nei locali o comunque si esce la sera è normale vedere un consistente traffico ed utilizzo di stupefacenti sotto i propri occhi. Dicendo che ho visto droghe più o meno da vicino intendo semplicemente parlare della regolarità di una serata. Non è un fenomeno straordinario, è pienamente nella norma, e non nella norma come le zone di spaccio, dove si sa che si spaccia ed è nella norma ma tutti se ne tengono distanti, nella norma come ubriacarsi ai matrimoni, completamente incorporato in una dinamica specifica.

In secondo luogo: non è vero, non è vero, NON È VERO che chi usa droghe è un disadattato. O comunque non tutti. Una parte consistente di chi assume sostanze è il tipo di persona che è competente nella sua materia e lucidamente attivo nella vita. Chi non se n’è mai reso conto deve dare merito in parte alla capacità di queste persone di gestire l’utilizzo di droghe in modo sensato, in parte al proprio pregiudizio che ha scoraggiato qualsiasi slancio d’onestà dell’altra persona.

Una delle cose che le persone che conosco NON fanno: usare eroina. Wikimedia user Hendrike, CC BY-SA 3.0.
Una delle cose che le persone che conosco NON fanno: usare eroina.
Wikimedia user Hendrike, CC BY-SA 3.0.

Questo è forse il punto a cui tengo di più, per cui ribadisco. Io non conosco drogati, persone che dipendono dalle droghe, nonostante abbia tantissimi amici sereni, competenti e che usano sostanze stupefacenti. Nella mia esperienza personale esiste solo l’utilizzo pensato delle droghe, che non ha dietro un carico di disagio esistenziale ma semplicemente la voglia di svagarsi un po’.

A seguire e su questo sarò concisa: a me piace ballare! Quella musicaccia a 140/50/60 bpm la ballo, e mi piace pure tanto, con o senza droga. Non accetto di sentire che bisogna per forza essere drogati per sopportarla e divertirsi, perché è una colossale cazzata.

Insomma, nella cerchia di persone con cui la sottoscritta, una bianca istruita media-borghese romana, è entrata in contatto, chi usa sostanze stupefacenti lo fa con cognizione di causa, senza mettersi a rischio, senza che queste generino dipendenze, senza che una bella serata, per dirsi tale, debba per forza includere le dette sostanze stupefacenti.

È stata prodotta già parecchia letteratura scientifica che dimostra come la dipendenza da droghe sia più connessa a fattori sociali che all’effetto chimico delle sostanze in sé e siamo tutti testimoni di come il proibizionismo duro e puro continui a fallire – a meno che non ci siano interessi che portino a non riconoscere questo fallimento, ma questo è un altro discorso.

Auspico perciò che chi senta di avere l’onestà intellettuale di cambiare opinione si addentri di più nei toni di grigio della questione, parli di più con persone che assumono sostanze stupefacenti, con la disponibilità ad accettare qualsiasi tipo di racconto senza trincerarsi dietro lo scandalo. Se questo venisse fatto, lo Stato potrebbe iniziare a proteggere veramente i sedicenni come quello morto al Cocoricò.

Foto di copertina: Cristalli di Mdma, Flickr user Thawt Hawthje, CC BY 2.0

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/10708666_10206345938108178_7498697571676157063_o.jpg[/author_image] [author_info]Chiara Di Gaetano ha 26 anni e 7 soprannomi. Ha vissuto a Roma, Londra e Lima ma continua ad avere la residenza nei Castelli in Aria. Legge, scopre, viaggia e ficca il naso. Il suo super potere è riuscire a rosicare per le stupidaggini.[/author_info] [/author]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.