Michele si è tolto la vita, non ci arrenderemo per lui

La notizia non è nuova, ho aspettato un po’ per capire se ne volevo parlare o meno. Ma oggi è una di quelle giornate in cui, per vari discorsi e vicissitudini, ci si sente più vicino a Michele che si è tolto la vita a soli 30 anni.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

Che dire, in queste poche righe di una lunga lettera, che Michele ha scritto prima di togliersi la vita, c’è riassunto tutta la vita di un precario, che sia giovane o meno giovane, c’è tutto.

Ma Michele aveva 30 anni, nostro coetaneo che non ce l’ha fatta a sopportare tanta frustrazione. Sui social e non solo ovviamente i commenti sono vivaci; alcuni si riconoscono nelle parole del ragazzo, altri invece ne accusano un estremo vittimismo. Ma davvero c’è bisogno di giudicare anche in queste situazioni? Forse Michele si è sentito molto solo proprio perché troppo fragile per poter trovare supporto in qualcuno. Ma io, noi Michele, ti capiamo, sappiamo cosa vuol dire sentirsi inutili per una società che pensa solo a giudicare, a considerarsi Choosy a dire che ce la siamo cercata con corsi di università che aprono poche prospettive lavorative, insomma che ce lo dovevamo aspettare a non trovare lavoro se uno decide di inseguire le proprie passioni, i propri sogni.

A lungo andare le non risposte ai cv, i colloqui negativi, i colloqui fuffa, le false promesse di un contatto, gli stage o tirocini spengono man mano quei sogni accessi da sempre. Tante volte ti senti veramente in colpa per le scelte che hai fatto a 19 anni quando credevi ancora di poter salvare il mondo con i tuoi sogni, ti senti in colpa perché hai preferito rimanere in Italia e non hai avuto la “forza” degli altri cervelli in fuga. Tutto è diventato una conquista, anche la felicità, la stabilità, quando nel corso della tua vita hai sempre pensato che fossero un diritto.

Mi dispiace Michele che tu non ce l’abbia fatta, oggi ti ha chiesto scusa pubblicamente la tua ex ragazza, anche lei in qualche modo non ce l’ha fatta, non capiva, senza colpe, quale fosse la tua reale condizione. Dispiace anche a me Michele, anche se non ti conosco, forse la nostra generazione non si è mai unita veramente in un coro per contrastare tutto questo. Mi dispiace per tutte quelle volte che mi sono arresa, spero che ora avrai trovato la tua pace.

Michele si è tolto la vita, noi non ci arrenderemo per lui, glielo dobbiamo.

 

Main Photo by vvix.it


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