Mondiali in Qatar: i progetti e le polemiche

I Mondiali in Qatar del 2022 saranno sicuramente l’evento calcistico più discusto della storia di questo sport. Le polemiche sono iniziate e vanno avanti sin da quando, il caldo e sabbioso paese arabo, fu designato come futura sede dell’evento.  Cerchiamo di fare una panoramica sull’imponente progetto che sta prendendo vita in Qatar.

Inizio con il dire che tralasceremo volutamente tutti gli scandali inerenti alla figura di Blatter, il contestato (persino da Platinì) presidente della FIFA. La figura di Blatter è paragonabile a quella del buon vecchio Lotito, nel calcio nostrano: due personalità con le mani in pasta ovunque, che utilizzano il calcio per i loro fini personali e niente altro.

Detto ciò concentriamoci sui mondiali in Qatar.

Già l’idea di per se suona stupida: I Mondiali in Qatar? come faranno i giocatori a sostenere temperature vicine ai 45°? Semplice, spostiamo la competizione in inverno!

In inverno? E come si farà con i campionati europei?

Ancora più semplice, li interrompiamo! Anzi perché non fare la finale proprio il 24 dicembre?!?!?

In queste poche righe ho espresso le molte perplessità legate a questo evento. Se a ciò aggiungiamo gli scandali di tangenti che riguardano anche la figura del presidente FIFA, allora il quadro si complica di più.

Molti pensano che proprio queste cospicue tangenti siano il principale motivo che abbia “spinto” la FIFA a concedere al Qatar questa prestigiosa manifestazione sportiva.

Da parte loro i qatarini e il loro emiro replicano dicendo che i mondiali del 2022 saranno indimenticabili e sanciranno l’ascesa definitiva dei paesi arabi nel panorama internazionale; quelli del 2022 saranno, infatti, i primi mondiali organizzati in un paese arabo.

I progetti messi in piedi dall’emiro Hamad bin Khalifa sono davvero imponenti; di sicuro il Qatar sta organizzando tutto nei minimi dettagli proprio per arrivare nel 2022 pronto e preparato (non come all’Expo di Milano).

Uno dei palcoscenici della manifestazione sportiva sarà Masdar City, una città costruita ex novo proprio per ospitare le squadre e i tifosi. Si tratta di un’incredibile opera di ingegneria urbana che solo i cospicui fondi di un emiro possono finanziare: uno schiaffo in faccia alla povertà, diciamo.

mondiali in QatarPhoto by 準建築人手札網站 Forge

La città sta sorgendo in mezzo al deserto, seguendo le tracce di Dubai e Abu Dhabi, e promette di essere uno dei progetti urbani più avveniristici del secolo: non solo la città (a detta delle autorità qatarine) sarà totalmente ecocompatibile, ma permetterà ai giocatori di disputare le partite senza accusare il caldo (in ogni caso sempre in inverno si giocherà, visto che le temperature sono leggermente più “miti”).

Giunti a questo punto una domanda sorge spontanea: riuscirà il Qatar a completare i lavori entro la data prefissata?

Penso di sì. Se pensiamo che l’emirato negli anni ’60 era una sonnolenta realtà che viveva del commercio di perle ed oggi è una superpotenza che esporta gas e petrolio, penso che non avranno problemi nell’organizzare l’evento.

Altro dubbio che mi assilla: la città in costruzione viene descritta come una realtà ecosostenibile, ma sarà vero? Come può, una città di 40 mila abitanti e 50 mila pendolari essere ecosostenibile???

I dati rilasciati dalle autorità del Qatar sono questi ci dicono di sì. Grazie alle nuove tecnologie utilizzate in città il consumo di acqua sarà dimezzato e le acque grigie verranno riciclate all’80%. Inoltre i trasporti pubblici saranno affidati a vetture ad emissione zero e i principali edifici pubblici saranno ricoperti di pannelli fotovoltaici (88 mila pannelli di ultima generazione) e alimentati da una torre eolica principale.

Staremo a vedere…

mondiali in QatarPhoto by 準建築人手札網站 Forge

Sono stati investiti 20 miliardi di dollari nel progetto,

quindi il Qatar sta facendo le cose in grande.

Infine non va trascurato il fattore clima. Per non far pesare i 45 gradi a tifosi e giocatori l’intera città sarà circondata da aree verdi (che mitigheranno le correnti torride e fermeranno vento e sabbia), i principali luoghi d’incontro saranno coperti da enormi parasoli e le strade saranno strette e brevi, in modo da creare zone d’ombra. Non mancheranno passaggi coperti climatizzati che collegheranno gli edifici più importanti.

Anche gli stadi saranno climatizzati.

Se tutti questi buoni propositi verranno rispettati penso che i mondiali in Qatar potrebbero essere un evento godibile, anche se alcune cose mi fanno storcere il naso.

Mai come in questa occasione, infatti, il lato economico è prevalso su quello sportivo. Si è voluto organizzare un evento che, fondamentalmente, non ha il calcio come fulcro.

Se il calcio fosse stato al centro dell’iniziativa non si sarebbe organizzato un mondiale in un paese desertico, con temperature elevate una situazione politica non delle migliori (che ne sarà dell’Isis nel 2022???).

La faccenda delle tangenti ne è una riprova, come il fatto che più andiamo avanti, più il calcio diventa una questione di business, sempre più lontano dai valori che i nostri genitori ci hanno fatto amare e che accompagnavano questo fantastico sport.


Fonti e siti utili:

Davide Diana
Roma
IT

2 risposte a “Mondiali in Qatar: i progetti e le polemiche”

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