Non siamo tutti Anna Frank, oggi sarebbe troppo facile

Tutti oramai sono a conoscenza degli ultimi episodi legati ad Anna Frank e agli Ultras laziali.  Il Diario di Anna Frank verrà letto prima di tutte le partite dell’anticipo di campionato come denuncia alle offese di cui la memoria è rimasta vittima. Non siamo tutti Anna Frank, oggi sarebbe troppo facile.

 

L’iniziativa della FIGC: prima di tutte le partite del decimo turno di campionato si leggerà il diario di Anna Frank Partita del 24/10/2017.

 

Non siamo tutti Anna Frank, oggi, dopo gli eventi, sarebbe troppo facile.

Sono legata in particolare modo ad Anna Frank, il suo diario è stato uno dei primi libri impegnati che ho letto, avevo 12 o 13 anni. M ricordo di una lettura veloce e appassionata; diversamente dalle bambine e/o ragazze di oggi (salvo qualche eccezione), negli anni novanta e i primi duemila si usava molto avere dei diari segreti dove custodire i propri pensieri e sentimenti. Questo è quello che mi avvicinò inizialmente a questo libro, la similitudine tra me e quella ragazzina che amava quel diario regalatole al compleanno come il più fidato degli amici, e il ragazzino, Peter Van Pels, di cui si innamora dall’aspetto molto simile al mio in quel periodo.

Solo qualche anno dopo, con una seconda rilettura, più attenta e più matura, riuscì a comprendere qual era la problematica e il contesto storico in cui il diario venne scritto. Non trovai più quindi similitudini tra me ed Anna, io ero cresciuta, lei non ne ebbe il diritto, io non avevo idea di cosa volesse dire nascondersi per il proprio essere o soffrire in una guerra.

Non mi ricordo se il Diario di Anna Frank mi fu regalato o lo scelsi da sola in libreria, sta di fatto che è una testimonianza che, alla luce degli ultimi eventi, non è così poi diffusa e assimilata.

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.

Il Diario di Anna Frank, pp.231-232

Tra i sospettati di aver attaccato gli adesivi di Anna con la maglia da calcio della Roma ci sono anche due minorenni, e questo mi ha colpito tantissimo. Non mi soffermerò sugli Ultras, della loro idea di tifoso, del modus operandi che vi è dietro, ma sul fatto di quanto la mancata cultura di pochi possa veramente danneggiare la cultura di molti. 

Vorrei chiedere a quei ragazzi se conoscono Anna Frank oltre che per la sua fede religiosa, se conoscono le leggi razziali e chi le ha emanate, se conoscono la seconda guerra mondiale, se sono coscienti della loro fortuna di essere liberi e di avere il diritto di pensiero e di espressione. In questo ultimo caso ne hanno abusato, spero per incoscienza o per rimanere appartenenti ad un gruppo, spero che ne capiranno il motivo, ma ho forti e preoccupanti dubbi.

Le famiglie e la scuola dovrebbero essere protagoniste in questo. La scuola non dovrebbe limitarsi a correre dietro ai programmi ministeriali, dovrebbe parlare e discutere dell’attualità non perdendo mai quel filo conduttore importante che è la Storia del passato. Il programma ministeriale di Storia spesso si ferma alla seconda guerra mondiale e solo in quinto superiore si studia il XIX secolo; sta nell’animo dell’insegnate fare delle digressioni e cercare di dare una spinta culturale a quei ragazzi che si perdono dietro questi episodi. Magari non servirà a niente spiegare che il razzismo e l’antisemitismo rappresentano un pericolo storico per la società, magari invece possono accendere una piccola luce lì dove c’è il rischio di rimanere al buio.

 

Il Diario di Anna Frank, Einaudi, Ed. 2009

Fonti: Repubblica.it

Main photo: media.internazionale.it


Un pensiero riguardo “Non siamo tutti Anna Frank, oggi sarebbe troppo facile

  1. Naturalmente i fascistoni hanno fatto operare due minorenni,
    e se non si troveranno i mandanti diquesta bestialità, rimarrà
    una delle peggiori pagine del calcio ed una ulteriore conferma,
    ove ce ne fosse bisogno, di quantoil fascismo sia da bestie.

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