One Day ovvero chi va e chi resta

Tutti nel corso della loro vita hanno visto qualcuno uscire dalla loro vita, per un motivo o per un altro. Tutti hanno trovato calore in chi invece è restato.

Persone che vanno e persone che restano. Mi sono soffermata a ragionare sulle possibilità che diamo a dei rapporti piuttosto che ad altri vedendo One day, un film veramente bello del 2011, diretto da Lone Scherfig, interpretato da Anne Hathaway e Jim Sturgess e tratto dal romanzo Un giorno di David Nicholls.

Nel film i destini dei due protagonisti, Dexter ed Emma, si intrecciano in modo indistricabile per vent’anni, ma i due tardano, presi dalla vita e dagli eventi, a capire l’essenza e il significato del loro rapporto e soprattutto a dargli una vera possibilità. Si prendono, si lasciano andare, si sfiorano delicatamente e si incontrano con forza molte e molte volte in un’altalena che pare infinita.

In base a cosa decidiamo di dare una vera possibilità ad una relazione, di qualsiasi tipo essa sia?

Mi è capitato di avere a che fare con due tipologie principali di persone nella mia vita:

1- persone che entrano con forza nella nostra vita e che poi ne escono con altrettanta violenza, lasciandoci intontiti e frastornati. Queste persone continuano nel corso del tempo a restare in noi in modo quasi inspiegabile: ci ricordano emozioni forti e lontane, emozioni scostanti e pericolosamente vicine all’ossessione. Solitamente decidiamo o subiamo la scelta altrui di non dare mai una vera possibilità a questi rapporti e continuiamo a vivere. Senza alcun problema reale.

2- persone che entrano, o magari anche no, con la stessa forza nelle nostre vite e che ci restano con altrettanta potenza, ma che hanno la capacità di starci vicino quasi in punta di piedi, volendoci bene ed amandoci in un modo puro e sano, continuo e senza un perché. Queste persone ci cambiano la vita e senza di loro probabilmente non saremmo in grado di essere ciò che siamo.

Cosa faccia sì che una persona sia per noi del primo o del secondo tipo dipende da tante cose: dal momento in cui una persona si incontra, da ciò che siamo quando l’incontro avviene, dalle vicende incontrollabili della vita, forse pure dagli astri, dai pianeti che si allineano o no e dal destino.

Le storie come One Day, fatte di amori che sanno attendere e nonostante l’attesa rimangono accesi a lungo senza mai veramente bruciarsi, le storie sull’altra metà,  sono belle, ma secondo la mia breve esperienza di ventisettenne sono più uniche che rare.
Forse è per questo che ci piacciono tanto e che ci sembrano così preziose.

Avete avuto anche voi rapporti simili? Cosa ha fatto restare o uscire dalle vostre vite qualcuno?

Godetevi intanto il trailer di One Day e pensateci!

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Betta_.jpg[/author_image] [author_info]Elisabetta Graziani, 27 anni, di Roma. Dottoranda in Storia Medievale, ama Boston, il calcio e le cose belle di ogni tipo (compreso Kevin Spacey). Per ardua ad Astra.[/author_info] [/author]

3 risposte a “One Day ovvero chi va e chi resta”

  1. Io so sempre avuto la capacità, forse criticabile, di cancellare le persone che sono uscite dalla mia vita che, ovvio, sono entrate con l’inganno, mostrandosi per quello che non erano.
    Quelle persone ed i fatti a loro connessi non mi sono neppure servite come ‘lezione’ perché avrei dovuto essere disponibile al mio cambiamento negli approcci.
    No, io resto sempre lo stesso; come prima e dopo il loro passaggio. La conseguenza logica è che le persone entrate ed uscite dalla mia vita sono e saranno troppe.
    Per converso non mi pongo neanche il problema del mio entrare ed uscire dalla vita degli altri, cosa che facciamo anche noi!

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