Perché si legge così poco in Italia?

E’ una dato di fatto: secondo alcuni studi e statistiche degli ultimi anni, prenderemo in considerazione quelli del 2014, l’Italia si colloca al di sotto alla media europea in materia di lettura, non solo di libri ma anche di giornali, riviste, web.

Nonostante lo sfogliare giornali on line sia diventata un’abitudine abbastanza frequente, gli italiani, attraverso uno studio ISTAT effettuato su base regionale, è tra gli ultimi posti rispetto agli altri Paesi europei sia per la lettura sia per l’uso di internet come mezzo di informazione. L’utilizzo delle tecnologie della comunicazione rappresenta uno snodo fondamentale della politica di inclusione sociale e culturale dell’Unione Europea. Tuttavia questo diventa un argomento più complesso; si dovrebbero analizzare dati su base regionale o su nuclei familiari per capire chi utilizza internet a banda larga, che a quanto pare è inferiore al livello medio europeo.perché si legge così poco in italia (3)

Partiamo da un concetto generale

Viviamo in un Paese dove la Cultura subisce tagli, limitazioni, da ogni Governo che va al potere. Quante volte abbiamo sentito dire “con la cultura non si mangia”, beh se ci si riflette un attimo ha la stessa valenza “i comunisti mangiano i bambini”. Tutto dovrebbe partire dall’alto, i governanti dovrebbero fornire accessi facilitati alla Cultura, dalle scuole alle università, dai musei agli eventi, dovrebbero promuovere e valorizzare ogni singolo patrimonio di cui il nostro Paese dispone, invece si sottovaluta da anni quello che potrebbe diventare e significare una svolta e una vera risorsa per il popolo. Ma torniamo a noi; in Italia si preferisce ascoltare passivamente la tv mentre le librerie, soprattutto quelle a gestione familiare, agonizzano. 

I dati parlano chiaro

Con l’aumento della scolarizzazione c’è stato un aumento dei lettori che però si è diluito nel tempo: Nel 1965 (circa 50 anni fa) un italiano su sei leggeva almeno un libro all’anno, percentuale più che raddoppiata (dal 16 al 38%) a fine anni ’80; per superare la soglia del 40% si è dovuto aspettare il 1996. Anche sul piano dei quotidiani solo il 52% degli italiani dichiara di leggerli almeno una volta alla settimana, ma crolla al 36% la percentuale di chi li legge almeno cinque volte in sette giorni.

E i libri?

Nel 2014, dai dati prodotti dall’ISTAT, oltre 23 milioni 750 mila persone dai sei anni in su, ha dichiarato di aver letto almeno un libro nell’anno precedente all’intervista, ma nella maggior parte per motivi professionali o scolastici. La propensione alla lettura è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. Inoltre è la popolazione femminile a detenere il podio della lettura con il 48% contro il 34,5% dei maschi che leggono almeno un libro in un anno. Come abbiamo detto per la tecnologia, anche per la lettura di libri si notano differenze a livello regionale (rispetto alla media nazionale, nel Sud solo una persona su tre legge un libro all’anno; si legge di più nei comuni legati alle aree metropolitane).Quasi una famiglia su dieci, 9,8%, non ha nessun libro in casa, il 63% ne ha al massimo 100.

Un italiano su due non legge affatto, chi legge di media un libro al mese ricopre la percentuale del 14,3 %.

Intanto in Europa

Un’esperienza davvero particolare è quella che si può fare a Berlino. Nel quartiere di Prenzlaurer Berg gli alberi ospitano Libri; i tronchiChioschi di libri in prestito gratuito diventano librerie gratuite con lo scopo di avvicinare più persone possibili alla lettura, alla condivisione e all’attenzione per l’ecologia. Gli alberi di questo quartiere quindi custodiscono libri, a centinaia, in attesi di essere presi, letti, restituiti o scambiati, in modo del tutto gratuito. Il progetto rientra in quella particolare iniziativa chiamata BookCrossingoramai diffusa a livello mondiale, che coinvolge e lega gli amanti della lettura e gli appassionati della condivisione del sapere. Anche in Italia, nonostante i dati negativi che abbiamo appreso, l’iniziativa dà luogo a numerosi eventi; per saperne di più cliccate su BookCrossing-Italy.

Perché si legge così poco in Italia?

Al di là dei dati allarmanti bisogna essere fiduciosi che, sia da promozioni culturali governative, sia da iniziative promosse a livello popolare, sia dallo spirito di ogni persona, venga promossa quella strana e affascinate passione per la lettura. I libri sono il nostro passato, il nostro presente ma soprattutto il nostro futuro. Pensare di sapere non è mai abbastanza e anche un romanzo d’amore, un articolo di cronaca o sportivo, un libro storico o di poesie, possono allargare le nostre vedute e conoscenze.

Fonti:

www.istat.it

www.ilsole24ore.com

www.ansa.it

Francesca
IT

2 risposte a “Perché si legge così poco in Italia?”

  1. Chi legge, è immortale nel passato.
    C’era al big bang, al diluvio universale, alla costruzioni delle piramidi, nell’antica grecia e nell’Impero Romano, c’era nella Rivoluzione Francese, c’era….sempre!

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