Regeni e Solesin: se ne va l’Italia migliore

“Impara l’arte e mettila da parte”, si diceva una volta. “Impari l’arte e poi è meglio che parti”, si dovrebbe dire ora.

Sono ormai tantissimi i giovani che decidono di andare via dalla nostra Italia e che sognano un futuro migliore fuori dai nostri confini. Renzi chiama i ragazzi della mia età “generazione Erasmus”, ma dubito che sappia davvero di cosa stia parlando.

L’andare all’estero rappresenta davvero una scelta o è ormai l’unica possibilità per ottenere una vita che qui in Italia sembra sfuggirci tra le dita?

I casi di Valeria Solesin e di Giulio Regeni, morti in quell’estero magari sognato magari visto come l’unica possibilità per avere un futuro degno delle proprie capacità e delle proprie aspettative, non possono non colpirci.

Le loro morti mi colpiscono direttamente perché come loro sono italiana, come loro ho 28 anni, come loro sono una dottoranda e perché come loro ho pensato a lungo di vivere la mia vita lontana dall’Italia prima di cambiare prospettive e priorità.

Mi colpiscono perché la vita è stata strappata in modo orribile a due ragazzi che probabilmente vivevano con passione e curiosità le loro esistenze e che avevano pensato di poter trovare altrove quella gioia e quella speranza che il nostro Paese ci nega ormai da troppo tempo.

Mi colpiscono perché sono morti dei ragazzi: pensare che quei sorrisi che vediamo in foto saranno d’ora in poi solo un ricordo mi fa male.

Un pezzetto della migliore Italia, quella silenziosa e fatta di ragazzi che studiano nelle università anche se l’istruzione di alto livello sembra non servire più, che fanno ricerca dentro e fuori il Paese, che lavorano sottopagati nelle università e non, che cercano ogni giorno nuove opportunità e che nonostante tutto lottano, si arrangiano e sognano, se ne va con loro.
Sì, con loro che purtroppo vengono ricordati solo a causa delle loro morti brutali e ingiuste perché, alla fine, l’Italia dell’italiano medio prevale ogni giorno.

Immagine in evidenza da ilsole24ore.com

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/Betta_.jpg[/author_image] [author_info]Elisabetta Graziani, 28 anni, di Roma. Dottoranda in Storia Medievale, ama Boston, il calcio e le cose belle di ogni tipo (compreso Kevin Spacey). Per ardua ad Astra.[/author_info] [/author]

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