Resistenza Civile: i sindaci contro il Decreto Sicurezza

La storia di Mimmo Lucano, sindaco dell’accoglienza, la conosciamo oramai in tanti. In questi primi giorni dell’anno si parla di una nuova resistenza civile, quella dei sindaci di alcune città contro il Decreto Sicurezza.

Una sorta di reazione alle politiche del governo gialloverde. In maniera variegata, magari un po’ disordinata ma qualcosa si sta muovendo pian piano nel tessuto sociale e politico soprattutto di area centrosinistra ma non solo. Da quando è stato attuato il Decreto, voluto fortemente dalla Lega di Matteo Salvini e appoggiato dal Movimento 5 Stelle, molti, ma non troppi, esponenti politici si sono fortemente schierati contro.

Da Luigi De Magistris di Napoli a Giuseppe Falcomatà di Reggio Calabria, Dario Nardella di Firenze, Alessio Pascucci di Cerveteri in prima fila alla manifestazione di Riace contro l’arresto di Mimmo Lucano. E naturalmente c’è anche lui, proprio Lucano, che ora ha ancora divieto di dimora nel suo paese in Calabria: “Bisogna disobbedire perché è un decreto contro i diritti umani e la dignità degli esseri umani. Non è una novità: io l’ho già fatto e mi trovo in queste condizioni”.

A sostenere queste intenzioni c’è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: Il decreto sicurezza è “un provvedimento disumano perché, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti – spiega Orlando – ma anche criminogeno perché trasforma in ‘illegale’ la posizione ‘legale’ di chi ha regolarmente un permesso di soggiorno. Un permesso che viene ottenuto per ragioni umanitarie e che alla scadenza non può essere riconfermato perché non c’é più la protezione umanitaria. Un permesso – continua Orlando – che viene dato per effetto di un contratto di lavoro e che viene meno appena scade, senza i sei mesi necessari per potere trovare nuovo lavoro”.

Per ora i sindaci si stanno muovendo per limitare i danni che provocherà, e che sta già provocando, il Decreto (in)Sicurezza. Matteo Salvini, di pronta risposta, ha affermato che non sarà lui a rimuovere i sindaci ma che decideranno gli elettori, senza prima mancare però ad un appuntamento in tribunale. 
Staremo a vedere cosa succederà, ma forse questa resistenza civile è un passo avanti verso l’umanità.


Fonti:
repubblica.it

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