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Saffo, Ad Attide – tradotta da Quasimodo

Esiste qualcosa di più potente della lontananza nel tempo e nello spazio per l’animo umano?

Probabilmente no. E forse per questo Saffo scrisse in greco antico e Quasimodo scelse di tradurre duemila anni dopo: i secoli non scalfiscono l’essenza dell’essere umano.

Vi proponiamo una delle più belle poesie di Saffo, Ad Attide ricordando l’amica lontana, certi che troverete che parli anche di voi.

Forse in Sardi
spesso con la memoria qui ritorna
nel tempo che fu nostro: quando
eri Afrodite per lei e al tuo canto
moltissimo godeva.
Ora fra le donne Lidie spicca
come, calato il sole,
la luna dai raggi rosa
vince tutti gli astri, e la sua luce
modula sulle acque del mare
e i campi presi d’erba:
e la rugiada illumina la rosa,
posa sul gracile timo e il trifoglio
simile a fiore.
Solitaria vagando, esita
e a volte se pensa ad Attide:
di desiderio l’anima trasale,
il cuore è aspro.
E d’improvviso: “Venite!” urla;
e questa voce non ignota
a noi per sillabe risuona
scorrendo sopra il mare.

 

Immagine di copertina: Dipinto pompeiano detto “Saffo” – Wikipedia.

 

Chiara
@chiaraquellache
IT

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