Storie di migranti: dalla morte di Emmanuel alla nascita di Manuela

Il destino vuole che il nome abbia simili origini ma che la storia di questi due esseri umani, in qualche modo, sia diversa. Emmanuel e Manuela, figli di un’Africa che li ha spinti lontani, figli di tutti noi, fratelli di tutti noi.

Storie di Migranti

Di storie sulla migrazione ne abbiamo raccontate, alcune belle, alcune brutte, forse non abbastanza. Il 6 luglio due eventi hanno lasciato un segno particolare nella cronaca, ma più semplicemente nella vita.

Emmanuel fuggiva, con la sua giovane moglie, dalla dittatura Nigeriana, un paese in profonda crisi. Ha attraversato il continente nero, arrivando in Libia, dove i maltrattamenti dei trafficanti di esseri umani hanno ucciso il figlio che Chimiary, sua moglie di 24 anni, portava in grembo. E’ sopravvissuto al Mediterraneo e, dopo varie peripezie, è arrivato a Fermo, nelle Marche. Qui Emmanuel e Chimiary, dopo aver fatto domanda per il permesso di soggiorno, hanno trovato accoglienza presso il seminario arcivescovile locale. Sempre a Fermo Emmanuel, dopo il viaggio della speranza, ha trovato la morte. Una morte piena di odio e razzismo: Emmanuel è stato ridotto in fin di vita dalle botte subite da coloro che insultavano la moglie, “Torna a casa tua scimmia”, le dicevano e lui l’ha difesa. Dopo un giorno di agonia, il ragazzo non ce l’ha fatta. Alcuni parlano di due aggressori, altri di uno, altri di minori tossicodipendenti in difficoltà, come se la provenienza o la situazione sociale possa fare differenza. Emmanuel è stato ucciso in Italia, è stato ucciso da chi doveva proteggerlo. Fermo si è distinta come cittadina dei profughi ma, da tempo, lottava contro chi vuole rimanere chiuso nella propria ignoranza e razzismo (minacce e piccole esplosioni davanti a diverse chiese che gestiscono i centri di accoglienza).

Migranti: nasce bimba a bordo unità Marina Militare

Manuela, invece, è nata a bordo della Nave Bettica, da una donna, mamma, camerunense soccorsa nel Canale di Sicilia su un gommone insieme ad altri migranti. E’ la seconda nascita che avviene a bordo dell’unità della Marina Militare, dopo quella di Francois Manuel dello scorso 27 giugno.

Qual’è dunque la vera faccia dell’Italia? Quella che odia ed uccide o quella che accoglie e protegge?
Penso che entrambe le cose esistano, non solo in Italia, ma ovunque. Ma, per sconfiggere la prima, ci vuole molto più di Lampedusa, dei salvataggi in mare, della Caritas, dei centri di accoglienza.
Ci vogliono umanità e intelligenza.


[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/FC-.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 27 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]

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