Castelli di Rabbia

Forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall’incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità.

Castelli di Rabbia, Alessandro Baricco. 1991, Rizzoli.

Le librerie di quartiere sfidano Amazon

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Chi non conosce Amazon, azienda americana di commercio elettronico con sede a Seattle? Certamente è comodo per tutti ricevere i propri libri e/o dvd preferiti per posta, stando comodamente sul proprio divano. Il servizio di ordini on-line è di sicuro una delle scoperte più apprezzate dagli utenti della rete.

Amazon, dotato di cataloghi oltre l’immaginabile, ha un seguito numeroso di clienti. Ma per quanto sia una intrigante novità per alcuni, ha esiti negativi per altri: sto parlando delle librerie, sopratutto le piccole librerie indipendenti.

In effetti librerie di mezzo mondo si trovano ogni giorno a doversi confrontare con lo strapotere di Amazon nel mercato della distribuzione editoriale. Ma grazie alla passione di piccoli commercianti, editori e lettori (sopratutto quelli restii al digitale) possono stare “tranquille”. Anche se il trasporto sentimentale verso la propria libreria di fiducia rischia quindi di essere scavalcato dall’efficienza della rete, ecco in arrivo nuovi sistemi commerciali.

Queste soluzioni, le definirei anti-panico, arrivano attraverso la rivalutazione delle librerie di quartiere. La prima risposta alternativa, alla più generale crisi del libro cartaceo, arriva dall’ Inghilterra: l’editore Penguin Random House ha creato una piattaforma web, My Independent Bookshoop, una via di mezzo tra un social network e un proprio vero store on line. Tra recensioni e novità si possono ordinare libri e farli arrivare presso la propria libreria di fiducia o di quartiere; la svolta è nella collaborazione con un sito inglese, Hive.co.uk., il quale garantisce un minimo di guadagno al negozio che si è scelto, come preferito, per l’arrivo del proprio ordine.

Librerie di quartiere si ribellano ad Amazon

Ma gli inglesi non sono i primi a cercare di sostituire il vuoto creato dagli ordini on line, i francesi hanno optato per un’alternativa efficiente che ha vita già da un anno: Paris Librairies è un sito rivoluzionario per eccellenza. “La Plus grande librairie du monde avec 1.500.000 volumes, 90 librairies, 500 libraires, 800 mq”  è lo slogan che salta all’occhio quando si apre la pagina. La rivoluzione sta nella possibilità di cercare il volume di interesse e localizzarlo nelle librerie che lo possiedono, ordinarlo (ovviamente nel negozio più vicino) e andarlo a ritirare, e il tutto può accadere anche nel giro di pochi minuti. Non è forse la soluzione più adatta per i prigri seduti sul divano ad aspettare il corriere con il pacco targato Amazon, ma forse per salvare una libreria parigina vale la pena uscire di casa.

In un mondo, dove il digitale spesso rischia di sovrapporsi alla vita reale, penso sia necessario trovare valide alternative nei campi dove ancora è possibile toccare con mano la realtà. Il libro, le librerie e gli editori meritano di non essere accantonati a causa della pigrizia e comodità.

Per maggiori informazioni:

Francesca
IT