Biscotti con farina di riso e gocce di cioccolato

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Avete voglia di dolce ma la dispensa è vuota? Avete giurato dieta ferrea fino a carnevale? Questa è la ricetta che fa per voi. Immagino che vogliate impiegare poco tempo, allora indossate il vostro grembiule da pasticceri e cominciamo. I biscotti con la farina di riso e le gocce di cioccolato sono ottimi, anche per una colazione senza glutine.

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Le librerie di quartiere sfidano Amazon

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Chi non conosce Amazon, azienda americana di commercio elettronico con sede a Seattle? Certamente è comodo per tutti ricevere i propri libri e/o dvd preferiti per posta, stando comodamente sul proprio divano. Il servizio di ordini on-line è di sicuro una delle scoperte più apprezzate dagli utenti della rete.

Amazon, dotato di cataloghi oltre l’immaginabile, ha un seguito numeroso di clienti. Ma per quanto sia una intrigante novità per alcuni, ha esiti negativi per altri: sto parlando delle librerie, sopratutto le piccole librerie indipendenti.

In effetti librerie di mezzo mondo si trovano ogni giorno a doversi confrontare con lo strapotere di Amazon nel mercato della distribuzione editoriale. Ma grazie alla passione di piccoli commercianti, editori e lettori (sopratutto quelli restii al digitale) possono stare “tranquille”. Anche se il trasporto sentimentale verso la propria libreria di fiducia rischia quindi di essere scavalcato dall’efficienza della rete, ecco in arrivo nuovi sistemi commerciali.

Queste soluzioni, le definirei anti-panico, arrivano attraverso la rivalutazione delle librerie di quartiere. La prima risposta alternativa, alla più generale crisi del libro cartaceo, arriva dall’ Inghilterra: l’editore Penguin Random House ha creato una piattaforma web, My Independent Bookshoop, una via di mezzo tra un social network e un proprio vero store on line. Tra recensioni e novità si possono ordinare libri e farli arrivare presso la propria libreria di fiducia o di quartiere; la svolta è nella collaborazione con un sito inglese, Hive.co.uk., il quale garantisce un minimo di guadagno al negozio che si è scelto, come preferito, per l’arrivo del proprio ordine.

Librerie di quartiere si ribellano ad Amazon

Ma gli inglesi non sono i primi a cercare di sostituire il vuoto creato dagli ordini on line, i francesi hanno optato per un’alternativa efficiente che ha vita già da un anno: Paris Librairies è un sito rivoluzionario per eccellenza. “La Plus grande librairie du monde avec 1.500.000 volumes, 90 librairies, 500 libraires, 800 mq”  è lo slogan che salta all’occhio quando si apre la pagina. La rivoluzione sta nella possibilità di cercare il volume di interesse e localizzarlo nelle librerie che lo possiedono, ordinarlo (ovviamente nel negozio più vicino) e andarlo a ritirare, e il tutto può accadere anche nel giro di pochi minuti. Non è forse la soluzione più adatta per i prigri seduti sul divano ad aspettare il corriere con il pacco targato Amazon, ma forse per salvare una libreria parigina vale la pena uscire di casa.

In un mondo, dove il digitale spesso rischia di sovrapporsi alla vita reale, penso sia necessario trovare valide alternative nei campi dove ancora è possibile toccare con mano la realtà. Il libro, le librerie e gli editori meritano di non essere accantonati a causa della pigrizia e comodità.

Per maggiori informazioni:

Francesca
IT

Non siamo Charlie Hebdo

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Non siamo tutti Charlie Hebdo, non lo siamo, perché fino a due giorni fa pochi veramente sapevano che giornale è e cosa c’è scritto. Sarebbe opportuno pensare prima di gridare:”Je suis Charlie”.

Nessuno qui è Charlie Hebdo perché in questo paese non c’è libertà di satira, non c’è totale libertà di espressione, non si critica mai una religione, credo o convinzione fino a provocare. Qui si scelgono le scorciatoie, ci si defila, ci si definisce laici, poi ti giri e vedi gente che si sposa in chiesa solo perché “fa più figo” o si va a messa per poi uscire e parlare male della signora due panche più avanti. Qui si attaccano i più deboli, i neri/gialli/arancioni, si attaccano quelli che hanno una strana cosa che ti porta ad amare una persona del tuo stesso sesso, quelli che fuggono da povertà e guerra. Siamo così plateali da pretendere due funerali di un cantante e riempire una piazza per ricordarlo, quando invece si protesta la Camorra/Mafia/Politica si rimane seduti sul proprio divano.


Non siamo Charlie Hebdo perché l’unica cosa che si rafforza ora è che “sti stranieri se ne devono tornà a casa loro”, quando poi scopri che gli attentatori erano parigini, quando poi, se ragioni, comprendi che di certo i terroristi non arrivano con il gommone.


Col cavolo che siamo Charlie Hebdo.
Nous ne sommes pas Charlie Hebdo.

Francesca
IT