Tutti i depressi sono criminali?

Da sempre, ma specie negli ultimi tempi, le malattie mentali, psicologiche o depressive subiscono attacchi forti e spesso ingiusti. Proprio in questi giorni, dopo la tragedia dell’Airbus Germanwings, forse va posta una domanda: tutti i depressi sono criminali?

Associazioni di psicologi e psichiatri denunciano l’indebita assimilazione tra chi soffre di depressione e chi compie atti criminali. Le accuse, quasi distorte o altrimenti basate su fatti e prove inconfutabili, riportate sui giornali, rischiano di inserire in un polverone generale tutti coloro che sono vittime di quelle malattie, spesso poco visibili, come appunto la depressione e la fragilità psicologica.

Ed ecco così video e testimonianze, su tutti i media, che provano i disturbi psicofisici e psicologici del giovane copilota Andreas Lubitz. Una ex fidanzata impaurita, sedute di psicoterapia causa tentato suicidio, depressione: accuse giustificate (o ingiustificate) che risolvono il “giallo” della tragedia. Certo la scatola nera pone pochi dubbi sull’accaduto ma forse si dovrebbe riflettere; le persone, di solito qualificate, che svolgono il lavoro di informatori dovrebbero riflettere o adottare misure diverse nel trasmettere notizie o la realtà dei fatti in modo diverso.

Ma purtroppo viviamo oramai in un mondo dove si corre dietro all’ultima notizia, all’ultima intervista, alla tragedia dell’ultimo secondo, senza pensare che potrebbe non essere basata su vere prove o che potrebbe creare disordini, caos e malcontenti tra coloro che ascoltano e leggono, più o meno passivamente, le notizie dell’ultima ora. Come dicevamo a proposito del “terrore ISIS” si rischia di entrare in un circolo vizioso mediatico dove si punta il dito contro il più debole alimentando la paura e l’indifferenza.

Tutti i depressi sono criminali?tutti i depressi sono criminali

La depressione è uno dei mali che ancora risulta difficile da curare, ma prima di tutto da diagnosticare. E’ una situazione psicologica così fragile e così personale che ha diverse sfaccettature che, in questo mondo, rischia sempre di più di essere emarginata. Non è quindi il caso di Lubitz? Al di là dei test attitudinali, della leggerezza (?), dell’ambito lavorativo, del segreto professionale dei dottori specialisti, forse non era semplicemente una persona che non è stata aiutata?

Alla conclusione dei fatti, portare nel proprio dolore 150 persone innocenti ti rende un criminale. Far piangere tutti i familiari e amici delle vittime ti rende un criminale. Ma non è forse anche l’indifferenza e la facilità nel “puntare il dito” che ti rende un criminale? Da un articolo di denuncia, firmato dalla Dott.ssa Anne Skomorowsky, si legge:

Etichettare deficit sociali di qualunque tipo, dal comportamento violento e omicida all’isolamento degli anziani, come depressione, non rende un buon servizio a nessuno, alle persone con disagio, che rischiano di essere trattate come depresse quando non lo sono, e ai depressi veri, che vedendo aumentare l’emarginazione che già vivono non possono che peggiorare la loro condizione.

Con questo articolo non si vuole difendere nessun atto criminale, semplicemente si vuole far riflettere su come sia più facile nel mondo, nella vita di tutti giorni, voltare la faccia invece di tendere una mano.

Vi lascio con questa canzone di Simone Cristicchi scritta e pensata per coloro che soffrono di malattie mentali, lasciate a loro stesse dopo le varie riforme di legge in Italia riguardo gli Ospedali Psichiatrici.

 

Fonti:

www.panorama.it

www.vita.it

 

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.ilpostgiusto.com/wp-content/uploads/2015/01/fra.jpg[/author_image] [author_info]Francesca Cervelli, 26 anni, Laureata in Storia Contemporanea, Roma. Sogna un mondo migliore mentre prepara dolci, guarda telefilm e legge, sempre, anche le etichette dello shampo sotto la doccia. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.[/author_info] [/author]

3 risposte a “Tutti i depressi sono criminali?”

  1. Il fatto è che, purtroppo, i media fanno a gara per i colpi di scena e non per ricercare verità.
    Personalmente ho ascoltato un flash intervista ad una madre alla quale avevano assassinato, non importa il motivo, suo figlio.
    E sapete la domanda dell’intervistatrice a quella madre distrutta?
    “”E mi dica signora, lei cosa ha provato quando ha visto suo figlio in una pozza di sangue?”””
    Non vado oltre ma penso che una rete TV seria avrebbe dovuto subito defenestrare l’intervistatrice!

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