Valle dell’Aniene: una riserva naturale in città

Siamo giunti alla seconda passeggiata per i parchi meno conosciuti di Roma. Ci siamo spostati verso nord, presso la Valle dell’Aniene. Questa volta la vostra intrepida editrice si è portata dietro un altrettanto intrepido collega, ché la pericolosità di tale incarico era troppa per una sola persona.

La Valle dell’Aniene: una passeggiata lungo il secondo fiume di Roma

La Valle dell’Aniene si snoda da via di Tor Cervara a poco dopo la Salaria, nel punto in cui l’Aniene confluisce nel Tevere. Attraversa, in sostanza, tutta Roma nord, e protegge il fiume dalla pressione della città (in alcune zone meglio che in altre).

La mappa qui sotto vi aiuterà a visualizzare.

Io e l’Intrepido Collega (da ora in poi chiamato IC), non essendo automuniti ci siamo dovuti affidare ad Atac per raggiungere la Riserva. Questo ha significato un notevole contro, cioè quello di accedere alla parte della Riserva più urbana, venendo a mancare perciò quella sensazione di essere usciti dalla città che invece avevo avuto per la Riserva di Decima Malafede. Di contro, il gran pregio di questa scelta è stato, accedendo alla riserva da Piazza Sempione, il poter ammirare il bellissimo ponte di epoca romana* adiacente all’attuale ponte nomentano, che è raffigurato nella foto di copertina.

Il nostro itinerario quindi ha consistito di una passeggiata di un’ora in quello che ci è sembrato un parco di quartiere, forse un po’ trascurato.

Il parco cittadino di Piazza Sempione, parte della stessa riserva, e lo stato in cui è lasciato.
Il parco cittadino di Piazza Sempione, parte della stessa riserva, e lo stato in cui è lasciato.

D’altro canto l’estensione della riserva lascia presagire che, spostandosi verso est, quindi verso la periferia della città, gli spazi rubati all’urbanizzazione siano molto più ampi – e la mappa, se guardate nelle vicinanze di Via di Tor Cervara, sembra confermare l’impressione.

C’è anche una bella pista ciclabile che costeggia il fiume, e l’Ente gestore della riserva offre possibilità di visite guidate lungo la Valle dell’Aniene.

Comunque è degno di nota l’attaccamento della cittadinanza a questo spazio verde: entrando da ponte nomentano un cartello spiegava perché il cancello fosse aperto, dichiarando una presa di posizione nei confronti dell’autorità pubblica che, tenendo il cancello chiuso, impediva alla cittadinanza la fruizione di quello spazio. Più in là, verso Via di Monte Nevoso, seguendo le (colorite) indicazioni di due baldi giovani del posto, io e l’IC abbiamo raggiunto uno spiazzo che evidentemente era vissuto dai bambini del quartiere. Un piccolo spazio era anche stato riservato ai gatti di zona, tutti sterilizzati, controllati e decisamente ben pasciuti.

In conclusione: abbiamo constatato che non è facile capire quale parte della riserva valga la pena di visitare, perché su internet le informazioni sono un po’ confuse. Per chi voglia pianificare un’escursione, consiglierei prima di mettersi in contatto telefonico con l’Ente per avere notizie certe.

Detto ciò, si conclude la nostra seconda passeggiata. Venerdì prossimo, però, andremo ancora insieme in giro per il verde della nostra città; in attesa che arrivi, vi auguro splendide giornate, di sole e cammino.

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*Era nato un contenzioso con l’IC riguardo all’epoca del ponte. Ho voluto sottolineare epoca romana nel testo per sottolineare, metaforicamente, la cocente umiliazione che gli ho inflitto.

Chiara
@chiaraquellache
IT

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